Letture del mese #1 – Ottobre 2014

October 30, 2014 • Letture del mese

Mi piace leggere, e quando spulcio i siti altrui la prima cosa che vado a cercare è una pagina con consigli di lettura o cose del genere: inauguro questa rubrica mensile nella quale ogni mese condividerò le mie letture, indicando per ogni libro perché mi piace o meno e magari qualche citazione.

Iscriviti alla mia newsletter per ricevere le prossime puntate direttamente nella casella e-mail. 

Tutte le letture del mese


Smarter: The New Science of Building Brain Power
di Dan Hurley

smarter


Libro interessante ma che lascia un retrogusto di incompiuto perché non tutte le ricerche di cui parla (sull’allenamento del cervello) sono terminate, e quindi gli unici spunti pratici che ho tratto dalla lettura sono:

  • l’esercizio fisico fa bene alla mente
  • un po’ di alcol (non una sbronza) al giorno, idem
  • allattare a lungo i neonati ne migliora il QI
  • la caffeina fa bene al cervello
  • meditare pure
  • la nicotina anche. La puoi assumere dalle sigarette, ma questo non significa automaticamente che fumare faccia bene alla testa: la nicotina fa bene, e la puoi prendere ad esempio anche dai cerotti che si usano per smettere di fumare
  • imparare a fare cose in cui fai fatica o per cui non sei portato fa bene

Altro capitolo interessante quello sulle ricerche per “guarire” dalla sindrome di Down: ancora work in progress, ma da tenere d’occhio. Se mi nascesse un figlio Down sicuramente tornerei a rileggere quella parte.


Vagabonding: An Uncommon Guide to the Art of Long-Term World Travel
di Rolf Potts

Vagabonding-Cover

Libro molto bello. Unica “controindicazione”: fa venire voglia di fare la valigia e partire immediatamente.
Fortunatamente avevo un bel viaggetto (Parigi-Bruxelles con puntatina a Maastricht) in previsione e sto sfogando qui le mie voglie.

Un libro pieno di consigli pratici utili tanto ai neofiti quanto ai viaggiatori più esperti, ma la parte che più mi ha fatto riflettere è quella che parla di quante cose inutili abbiamo e ci teniamo, per paura non si sa di che.

Quando fai la valigia invece, sei costretto a scegliere. Nel mio caso, con bagaglio di 15kg e circa 8kg di cibo (soppressata, olio fresco, prosecco, caciocavallo, peperoncino, e un po’ di altre cose portate ad amici all’estero per rinfrescare un po’ di stereotipi sull’italiano medio) scegliere è stata un’impresa ma, nonostante abbia davvero poca roba, non mi manca niente.
Magnifico.


On Writing: A Memoir of the Craft
di Stephen King

41cqe00ZzsL._SY344_BO1,204,203,200_

I bargained, because that’s what addicts do. I was charming, because that’s what addicts are. The idea that creative endeavor and mind-altering substances are entwined is one of the great pop-intellectual myhts of our time.

Un classico che non avevo ancora letto. Più che i consigli tecnici sulla scrittura, utili ma niente che non si possa trovare su altri manuali a mio parere più completi, di questo libro mi è piaciuto il racconto della sua vita, di come è diventato scrittore, le difficoltà, l’abuso di alcol e droghe, ecccetera eccetera. La cosa bizzarra è che non ho mai letto altri libri di Stephen King e di film derivati dai suoi libri ho visto solo Il miglio verde.


Zero to One: Notes on Start Ups, or How to Build the Future
di Peter Thiel

41puRJbtwkL._SX331_BO1,204,203,200_

Any generation excepting our parents’ and grandparents’, that is: in the late 1960s, they expected this progress to continue. They looked forward to a four-day workweek, energy too cheap to meter, and vacations on the moon. But it didn’t happen. The smartphones that distract us from our surroundings also distract us from the fact that our surroundings are strangely old: only computers and communications have improved dramatically since midcentury. That doesn’t mean our parents were wrong to imagine a better future—they were only wrong to expect it as something automatic. Today our challenge is to both imagine and create the new technologies that can make the 21st century more peaceful and prosperous than the 20th.

Libro utile che mi ha fatto riflettere su una cosa di cui sono convinto da tempo: la competizione fa più danno che altro:

The competitive ecosystem pushes people toward ruthlessness or death.


The Drunkard’s Walk: How Randomness Rules Our Lives
di Leonard Mlodinow

drunkardswalk128x195

Rewarding positive behaviour works but punishing mistakes does not.

 

As for The Book on Games of Chance, though he (Cartesio) would revise and improve the manuscript repeatedly in the years to come, he never again sought to have it published, perhaps because he realized it wasn’t a good idea to teach anyone to gamble as well as he could.

 

What does this tell us? It is more reliable to judge people by analyzing their abilities than by glancing at the scoreboard. Or as Bernoulli put it, “One should not appraise human action on the basis of its results.”

L’argomento del libro lo sintetizza bene il sottotitolo: il ruolo del caso nella nostra vita.

Mlodinow fa riflettere mentre ripercorre la storia degli studi su probabilità e statistiche, intrecciando esempi concreti alle vite di alcuni dei più grandi matematici della storia (Cartesio, Leibniz, eccetera) in maniera molto concreta.

Il mio libro preferito di questo mese.


Matteo Pezzi

Iscriviti alla mia newsletter per ricevere le prossime puntate direttamente nella casella e-mail. 

 

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *