Letture del mese #31— Aprile 2017

May 4, 2017 • Letture del mese

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Tutte le letture del mese.


Sono stato in Inghilterra per un matrimonio qualche giorno, due a Londra due in campagna.
Non ci ero mai stato, ma già prima di salire sull’Eurostar sapevo avrei preferito Parigi, anche se è più sporca, maleducata, puzzolente, ignorante, testarda. O forse proprio per questo.
A volte penso di essere prevenuto, poi mi rendo conto di essere fortunato ad aver trovato un posto che mi piace grazie ai suoi difetti, e nonostante i suoi pregi.
Oltremanica ho comunque imparato una lezione importante: mai campeggiare in Inghilterra, anche se pensi che ormai è primavera inoltrata.


  • From Bauhaus to our house // Tom Wolfe // 1981
    Leggere Tom Wolfe mi mette sempre di ottimo umore: qui parla di architettura, ambito che sto toccando con mano sempre più nell’ultimo periodo
  • Post office // Charles Bukowski // 1971
    Non so perché non avessi mai letto questa pietra miliare, pochi libri mi hanno fatto ridere, e anche un po’ pensare, come questo
  • Everything and More: A Compact History of Infinity // David Foster Wallace // 2003
    Il buon vecchio DFW affronta con la solita modestia un argomento banale come la storia del concetto di infinito in matematica. A parte qualche sezione troppo tecnica per le mie conoscenze di matematica, si riesce — più o meno, con “un po'” di impegno — a seguire, pagina dopo pagina, anche in metro.
    È sempre saccente oltre i limiti del fastidioso, ed è il suo bello.
  • Mi scuso con tutti ma soprattutti con me // Dargen D’Amico // 2017
    Attesissimo tra i suo fan, il primo libro di Dargen non mi ha fatto impazzire. È una raccolta di racconti che per quanto mi riguarda sembra una versione scritta di Nostalgia Istantanea che però, al posto di durare 20 minuti ed essere fruibile anche ad occhi chiusi, è lunga 200 pagine e in certe parti non è che sia proprio proprio leggibilissima…
    Non esiste in ebook e al momento si può compare solo abbinato al suo nuovo disco. Diciamo che se fosse stato scritto da qualcun altro e non da lui probabilmente l’avrei chiuso a metà.

Luca Picchi (come chi è?), non è più al caffé Rivoire in piazza della Signoria a Firenze, bensì al Caffé Gilli.


Jon Hamm, che interpreta Don Draper in Mad Men, parla del suo rapporto coi soldi e di quanto sia stato importante fare il cameriere prima di sfondare come attore.


Ho avuto il piacere di conoscere Antonio Femia, in arte Totò le Motò, qualche anno fa. Viaggia in moto: leggere quello che scrive e guardare le sue foto è come stare in sella con lui, ma un po’ più comodi e un pizzico invidiosi.
In questa intervista parla di come conciliare viaggio e fotografia, e non solo.


Un’ultima nota primaverile: al sesto piano sono molto più vicino al sole della maggior parte degli altri umani, ed è per questo che casa mia sta diventando un giardino botanico.
Guardate come sono cresciuti in fretta i semini di prezzemolo e basilico che ho appena piantato. Ho già fame.


Matteo Pezzi

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