Letture del mese #3 — Dicembre 2014 (+ top 3 libri letti del 2014)

December 30, 2014 • Letture del mese

Letture del mese #3 – Dicembre 2014.

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Tutte le letture del mese.


Confessions of an Advertising Man
David Ogilvy

9781904915379-1

When Fortune published an article about me and titled it: “Is David Ogilvy a genius?”, I asked my lawyer to sue the editor for the question mark.

My position is the opposite. I want to buy almost everything I see advertised.

Says Charlie Mortimer, the head of General Foods and that company’s former advertising manager, “The surest way to overspend in advertising is not to spend enough to do a job properly. It’s like buying a ticket three-quarters of the way to Europe; you have spent some money, but you do not arrive.

The use of advertising to sell stasetsmen is the ultimate vulgarity.

I am less offended by obscenity than by tasteless typography, banal photographs, clumsy copy, and cheap jingles.

Assieme a Scientific Advertising di Claude Hopkins, questo libro è uno dei testi sacri della pubblicità.

È del 1963, ma non è obsoleto perché come tutti i libri migliori parla di principi, non di tecniche. Le tecniche, specialmente di questi tempi, muoiono in fretta; i principi resistono.

David Ogilvy è una figura storica nel mondo della pubblicità.

Confessions of an advertising man parla sia della filosofia lavorativa (e di vita) di Ogilvy, sia di questioni prettamente tecniche su copywriting e dintorni (tutta roba attualissima e adattabile al mondo di internet, con un po’ di buon senso).

Un libro che dovrebbe essere obbligatorio nelle università di scienze della comunicazione, ma che ovviamente non c’è — come farebbero altrimenti i professori a vendere i loro, di libri?


Thank You for Smoking
Christopher Buckley

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The achievement of car phones is that your morning can now be ruined even before you get to the office.

“What information there is, is out there. People will decide for themselves. I can’t make that decision for them. It’s not my role. It would be morally presumptuous.”

“Well, Nick, the way things are going for you, you’ll figure out something. Necessity is the motherfucker of invention.”

Ho sempre sentito parlare di questo libro, e solo questo mese mi sono deciso a leggerlo. Guarderò anche il film, perché mi è piaciuto davvero molto.


Alfred Eisenstaedt
Alfred Eisenstaedt

DSCF2650 - Copia

“Quando si perdono la freschezza e la voglia di imparare dell’amatore, la creatività del fotografo finisce per esaurirsi. Un professionista dovrebbe sempre conservare in fondo al cuore lo spirito del dilettante.”

In edicola assieme a un sacco di alberi morti che sarebbero stati meglio nelle foreste, se si cerca bene, si trova a volte qualcosa di utile.

Tipo questo libricino pagato 4,50€ con qualche pagina di introduzione e un po’ di foto di una leggenda come Alfred Eisenstaedt. Non ci sono i numeri di pagina e mi scoccia contarle a mano, ma sono sicuro più di 50, e il formato è quasi un A4.


***

Top 3 del 2014 (secondo me)

Mini premessa: quest’anno ho letto un sacco di libri e mi sembra di fare un torto a molti di loro escludendoli da questa lista, ma se qualcuno mi puntasse una pistola alla tempia e mi obbligasse a sceglierne tre da portarmi in un’isola deserta… sarebbero questi (in ordine alfabetico):

  1. 80/20 Sales and Marketing: The Definitive Guide to Working Less and Making More (di Perry Marshall)
    Questo è stato il mio primo anno con la partita iva (e sono contento di come è andata): 80/20 sales and marketing è stato il libro più utile per decidere come condurre la mia attività. Lo consulto quasi quotidianamente. Se non hai mai sentito parlare del principio dell’80/20(principio di Pareto) ti consiglio prima di leggere The 80/20 principle  di Richard Koch (c’è anche in italiano).
  2. Confessions of an Advertising Man
    (di David Ogilvy)
    Mi piace scrivere, mi interessa la pubblicità anche per motivi lavorativi: questo libro è uno degli ultimi che ho letto quest’anno ma ho l’impressione che verrà consultato spesso, per le ragioni già citate più su.
  3. Karoo (di Steve Tesich)
    Il mio romanzo preferito del 2014 (è del 1998 ma io l’ho letto quest’estate) è un mix letale di dialoghi esilaranti e momenti profondi. Tesich sa scrivere e si vede (ha vinto l’Academy Award per la sceneggiatura di Breaking Away). Consigliatissimo.

È bizzarro che pur leggendo più del 90% dei libri in e-book, i miei tre preferiti del 2014 li abbia letti in cartaceo. L’ho notato solo ora.

Dopo questa inutile nota, non mi resta che augurarti un felice anno nuovo 🙂


Matteo

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