Letture del mese #2 – Novembre 2014

November 29, 2014 • Letture del mese

Letture del mese #2 – Novembre 2014.

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I miei libri preferiti.


Talent Is Overrated: What Really Separates World-Class Performers from Everybody Else
Geoff Colvin

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Libro che parla di un errore di valutazione che commettiamo in molti (probabilmente perché è quello che ci viene insegnato, purtroppo): sopravvalutare il talento, ovvero auto-fornirci una scusa per non impegnarsi o pensare che chi ce la fa ha poco merito, perché tanto è tutto talento.

Gli studi illustrati in questo libro contraddicono questa visione, e ridimensionano l’importanza del talento (alcuni la negano, ma io non sono d’accordo),  rivalutando la quantità e soprattutto la qualità del lavoro che si fa per migliorare, in qualsiasi campo.

I limiti maggiori che ci sono posti sono quelli fisici. Esempio, se sono alto 1,50m è difficile che diventi un fenomeno dell’NBA: non impossibile certo, ma sicuramente più difficile che per uno alto 2,10m.


A Guided Tour of Mad Men: The First Season
Ron Replogle

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Mad Men belongs to a relatively new genre of television drama that, in the tradition of The Sopranos, aspires to tell a story as wide in scope and as rich in dramatic detail as you might find in a sprawling novel.

Mad Men è la mia serie tv preferita, e non vedo l’ora che in primavera arrivino le ultime puntate.
Nel frattempo mi sono letto questo libro trovato su Amazon che analizza le puntate della prima serie (non leggerlo se non l’hai ancora v ista, e se non l’hai ancora vista guardala): molto interessante, e mi ha fatto notare alcuni dettagli che guardandolo mi ero perso. Ora mi leggo quello sulla seconda stagione (peccato non ce ne siano altri).


The Art of Profitability
Adrian Slywotzky

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Zhao nodded. “Japanes managers have a saying: ‘When you point a finger at someone, always remember that three fingers are pointing back at you.'”

 

“Remember: a project minus a deadline equals zero.”

Forse il libro migliore che ho letto questo mese. È la storia di un giovane che va ogni settimana a lezione da un mago degli investimenti. La storia è solo una scusa per parlare di vari modelli di profitto, ma funziona perché il libro si legge benissimo ed è pieno di consigli utili, oltre che di tante segnalazioni di libri interessanti. Il tipico libro che, appena chiuso, ti fa venire voglia di leggerne altri trenta.


 

Sugarblues, il mal di zucchero
William Dufty

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Insistevano sulle calorie, ogni cibo ne aveva un certo numero, persino la birra. La qualità invece non contava, nessuno ne parlava. Solo le calorie. Dei cereali integrali macinati a pietra avevano lo stesso numero di calorie di quella roba spugnosa del supermercato chiamata pane, fatta di farina bianca e zucchero. Gli fu detto di stare alla larga dallo zucchero, ma nessuno insegnò a sua madre come poteva evitare lo zucchero di cui sono pieni gli alimentari da supermercato.

 

Il glucosio è sempre stato un elemento essenziale del flusso sanguigno umano. Invece l’assuefazione al saccarosio è una cosa abbastanza recente nella storia dell’uomo. Usare la parola zucchero per descrivere due sostanze chimiche che son ben lontane dall’esser identiche, che hanno strutture chimiche diverse e che influenzano il corpo in maniera profondamente differente, genera confusione.
Questo permette ulteriori “blà-blà” da parte degli “spacciatori di zucchero” per spiegarci quanto sia importante lo zucchero come componente essenziale del corpo umano, come viene bruciato per produrre energia, come è metabolizzato per produrre calore e così via. Naturalmente stanno parlando del glucosio, che produciamo da soli nel nostro corpo. Siamo però portati a pensare che i fabbricanti stiano parlando del saccarosio, che invece è fatto nelle loro raffinerie. Se la parola zucchero può designare sia il glucioso del tuo sangue che quello della Coca-Cola, questo è un gran vantaggio per i venditori, ma è un serio problema per chiunque altro.

 

Eliminare lo zucchero e la farina bianca sostituendoli con cereali completi, verdura e frutta di stagione, è il punto di partenza di ogni regime naturale ragionevole.

-PREMESSA-

Ultimamente sto cercando di mangiare il meglio possibile. No, nessun rigurgito salutista-bio-newage-veganperchégliagnellisonocarini. È solo che sono ancora giovane e vedo un sacco di gente meno giovane di me, ma non tanto, che non sta proprio bene bene, è sovrappeso, prende mille pillole a pasto.

Dato che non ci ho mai badato più di tanto, ho iniziato a leggere qualcosa e informarmi. La prima cosa che mi lascia interdetto è che ci sono milioni di diete “che funzionano”, patrocinate da milioni di dottori super titolati. Peccato che siano quasi tutte in contrasto l’una con l’altra.

Ora, io non sono un medico per cui non voglio entrare nei particolari su cosa sia meglio o peggio, se non riescono a mettersi d’accordo loro figurati cosa posso fare io. L’unica cosa che mi interessa è stare meglio e per questo ho iniziato a fare qualche esperimento. Tutta questa pappardella per dire che queste righe non hanno alcuna validità scientifica, né pretendono di averla.

-FINE PREMESSA-

Sugarblues è un libro scritto in stile americano, e spesso sembra una parodia. Non so, espressioni come “spacciatori di zucchero” mi fanno un po’ ridere e tolgono serietà a un libro molto serio (per non parlare della copertina, super trash).

A parte questo, fa riflettere su come siamo abituati a mangiare e su quante cose diamo per scontate. Ho provato a mangiare qualche giorno senza zuccheri artificiali, ma è praticamente impossibile: sono dappertutto. Non ci avevo mai fatto caso, ma leggendo le etichette ho imparato alcune cose strane: mettono lo zucchero nel salame (a volte più del sale), nella salsiccia, nel mais, nei fagioli, nella mortadella… Dappertutto. Tralasciando i dolci ovviamente. Ah, poi anche nelle sigarette, e nei dentifrici (fa abbastanza ridere pensare di lavarsi i denti con lo zucchero, ma in molti casi è così, geniale). A livello pratico, è molto difficile eliminare lo zucchero artificiale dalla nostra dieta come suggerisce di fare Dufty.

Forse molte cose presenti in Sugarblues sono esagerate, forse lo zucchero artificiale non è davvero la causa di tutti i mali e le malattie come fa capire l’autore, ma… Di sicuro bene non fa. Ne ho ridotto l’uso in maniera massiccia negli ultimi giorni, mi sento meglio e sono anche dimagrito un po’. Vedremo tra qualche settimana.

In ogni caso, è molto molto interessante la ricostruzione storica di come lo zucchero sia diventato uno degli alimenti più utilizzati al mondo.


Scientific Advertising
Claude Hopkins

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The competent advertising man must understand psychology. (…) Human nature is perpetual.

È uno dei testi sacri della pubblicità, datato 1923 ma, come tutte le cose fatte bene, senza tempo.

Conciso (73 pagine sul mio e-reader), è il punto di partenza (e per molte cose anche di arrivo) per chi vuole capire qualcosa sulla pubblicità. È scritto per chi la vuole fare, ma è molto interessante anche per chi la subisce.


Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Jonas Jonasson

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Alla rifletté: da un lato non era attratto da nessuna rivoluzione, spagnola o di altro genere, tanto tutto sarebbe sempre rimasto uguale a prima.

 

Anche per un socialdemocratico doveva esistere un limite oltre il quale era impossibile sostenere la stupida tesi per cui tutti avevano lo stesso valore.

Non avevo mai sentito parlare di questo libro, ma siccome me lo ha consigliato il buon Roberto Pasini, in arte Kalamun, non ho esitato a leggerlo.

Morale: 330 pagine di risate, ma ogni tanto si pensa anche (vedi citazioni qui sopra). Allan scappa dall’ospizio il giorno del suo centesimo compleanno, e inizia un’avventura esilarante, intrecciata col racconto della sua vita e una ricostruzione della storia del novecento molto fantasiosa, ma sicuramente più bella di quella triste e vera. Il tutto accompagnato dall’aplomb da alcolizzato di Allan. Fantastico.

Un vero peccato che l’e-book sia venduto all’ingiustificabile prezzo di 8,99€ (bella mossa Bompiani, chissà quanti ne vendi). Prezzo ridicolo in assoluto, ma ancor di più se consideriamo che il cartaceo costa 12,75€ su Amazon.


Matteo Pezzi

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