Letture del mese #13 — Ottobre 2015

November 2, 2015 • Letture del mese

Ridendo e leggendo è passato un anno di letture del mese: i più nostalgici possono leggere qui la prima storica puntata, scritta mangiando anacardi in una stanza di Parigi.

Sono in un periodo un po’ pieno e sto girando tanto: nelle prossime settimane ci sarà qualche novità…


Iscriviti alla mia newsletter per ricevere le prossime puntate direttamente nella casella e-mail.

Tutte le letture del mese.


Fotografare la luce. Esplorare le infinite possibilità del flash
Joe McNally

viewImage.action

Ho sbagliato dei lavori e sono tornato a mani vuote. Ho cannato così clamorosamente da pensare di cambiar mestiere. Ma non l’ho fatto perché non so fare altro. Non voglio mettermi a cercare situazioni in cui potrei riuscire a fare peggio di quel che a volte combino come fotografo.

… non ho mai trovato un paesaggio che non potesse diventare più interessante con una persona davanti.

Joe McNally è un dio della fotografia. In particolare, è un maestro assoluto nell’utilizzo dei flash (in verità sa fare tutto benissimo, è quasi imbarazzante), e questo libro che consiglio caldamente ne è la dimostrazione.

Tanti e validi i consigli più in generale sulla professione del fotografo.

Non la fa cadere dall’alto come potrebbe fare date le sue capacità, e il suo stile autoironico fa scorrere il libro che è un piacere: non altrettanto la pessima traduzione in italiano, se sai l’inglese leggilo in inglese. Io l’ho preso in italiano perché l’ho trovato in sconto in una libreria, ma me ne sono pentito.


The Black Swan: The Impact of the Highly Improbable
Nassim Nicholas Taleb

The_black_swan_taleb_cover

A small number of Black Swans explain almost everything in our world, from the success of ideas and religions, to the dynamics of historical events, to elements of our own personal lives.
This implies the need to use the extreme event as a starting point and not treat it as an exception to be pushed under the rug.

History and societies do not crawl. They make jumps. They go from fracture to fracture, with a few vibrations in between. Yet we (and historians) like to believe in the predictable, small incremental progression.
An acronym used in the medical literature is NED, which stands for No Evidence of Disease. There is no such thing as END, Evidence of No Disease. Yet my experience discussing this matter with plenty of doctors, even those who publish papers on their results, is that many slip into the round-trip fallacy during conversation.
This same point can be generalized to life: maximize the serendipity around you.
In the end this is a trivial decision making rule: I am very aggressive when I can gain exposure to positive Black Swans–when a failure would be of small moment–and very conservative when I am under threat from a negative Black Swan. I am very aggressive when an error in a model can benefit me, and paranoid when the error can hurt. This may not be too interesting except that it is exactly what other people do not do.
My classmate in Paris, the novelist-to-be Jean-Olivier Tedesco, pronounced, as he prevented me from running to catch a subway, “I don’t run for trains.”
Snub your destiny. I have taught myself to resist running to keep on schedule.
This may seem a very small piece of advice, but it registered. In refusing to run to catch trains, I have felt the true value of _elegance__ and aesthetics in behavior, a sense of being in control of my time, my schedule, and my life. Missing a train is only painful if you run after it! Likewise, not matching the idea of success others expect from you is only painful if that’s what you are seeking.
You stand above the rat race and the pecking order, not outside of it, if you do so by choice.
The Black Swan è un libro che mi sta cambiando la vita.
Mi piacciono i libri che danno forma a pensieri vaghi che ho in testa e li riordinano al posto mio, e qui ci sono una marea di concetti su cui rimugino da tempo e che mi fa molto piacere ritrovare:
  • tutti gli eventi più importanti erano inaspettati, leggere i giornali è inutile anzi dannoso
  • la storia non cammina, salta
  • i soldi servono per poter fare ciò che ci pare senza preoccupazioni, non per altro
  • non riusciamo a non giudicare, a non cercare relazioni causali anche quando non ci sono
  • è più importante sapere cosa è sbagliato di cosa è giusto
  • il concetto di identità nazionale è una cazzata
  • è difficile spiegare alla gente “Normale” che si sta facendo qualcosa, forse tanto, anche se apparentemente non si sta facendo niente se non leggere, studiare, e pensare
  • la tassazione progressiva è ingiusta
  • i nobel valgono praticamente nulla
  • prendersi degli insulti da gente che non si stima è più utile di quanto si creda
  • perdere i treni è bello

Adesso non vedo l’ora di leggere Antifragile, sempre di Taleb.


The Complete Stories of Truman Capote
Truman Capote

51Tu7wCR7ML._SX323_BO1,204,203,200_

“I can’t leave you like this,” said Estelle, her hand waving helplessly around the room. “Sylvia, you were my childhood friend.”
“That is just the point: we’re not children any more; at least, I’m not. No, I want you to go home, and I don’t want you to come here again. I just want you to forget about me.”
 Truman Capote sa scrivere, e non c’è molto altro da leggere. I suoi racconti valgono sempre il tempo speso.

La boutique del mistero
Dino Buzzati

71FBMKz6FnL
Dal 1928 il lavoro al Corriere della Sera radica in lui la consapevolezza della “fuga del tempo”: ha visto i suoi colleghi invecchiare nell’attesa inutile di un miracolo scaturito dal rigido mestiere del giornalista che li isola nei confini di una scrivania. Il “deserto” del romanzo è proprio la storia della vita nella fortezza del giornale, che promette i prodigi di una solitudine che è abito e vocazione.
Stavo andando a Ferrara in treno per un servizio fotografico, e mi sono accorto in stazione di essermi scordato l’e-reader a casa. Così per passare il tempo in treno ho comprato La boutique del mistero a 7€ circa.
Era un sacco che non leggevo un libro di carta e devo dire che… è una gran rottura. Le pagine si piegano, ingombra di più, costa di più, occupa posto in casa, prende polvere, devo portarmi dietro una penna per sottolineare… Non ci vedo tutta ‘sta gran poesia.

Ma la vedo invece nei racconti magici di Buzzati: i miei preferiti sono Il mantello Ricordo di un poeta.


Matteo Pezzi

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *