Due anni e due soldi, tanti dubbi e buon anno

January 18, 2018 • Filosofia spicciola

Ieri è due anni che ho preso un aereo e sono volato a Parigi, con due soldi e tanti dubbi — tipo: riuscirò a trovare un alloggio prima che il mio budget di un mese scarso finisca? — e mi sono messo a scrivere un po’, che fa bene.

In qualche modo sono ancora qua, e le cose positive superano ancora quelle un po’ mah.

Selfie mentre decolla l’aereo il 17/1/2016, tentativo fallito di mascherare la paura con un sorriso

Vorrei dire che ho fatto tutto da solo partendo con la retorica dell’aver lavorato al McDonald’s e bla bla bla, ma la verità è che giorno dopo giorno un sacco di persone mi hanno dato una mano, assieme a una botta di culo ogni tanto che male non fa, e se fossi stato veramente da solo sarei col culo in terra già da un po’.

Al Mac

Non sono una di quelle persone cui viene tutto bene alla prima, faccio 1937 cappelle al giorno, e devo cercare di affinare un po’ il mio metodo che per ora consiste ancora nell’imparare le cose sbattendoci il muso contro (spesso ripetutamente).

Il 2016 è stato piuttosto standard come primo anno da emigrante, e ho incarnato con successo tutti gli stereotipi dell’italiano sfigato all’estero, dalla gavetta al Mac, alla casetta mini, al flirtare con l’accento italiano trop musical, all’iniziare a lavorare in un grande studio in stage con 70+ ore settimanali e due lavori, e via così. Ok.

Nel 2017 ho continuato ad andare a tentoni, ho mollato il Mac, mi sono messo in proprio, ho mollato lo studio, per un paio di mesi mi sono sentito il re del mondo (quando mai avevo avuto zero debiti e tipo 4000€ in banca?), e per un altro paio, come novembre e dicembre, il re degli invorniti.

E ora che faccio? Boh.

Ho un po’ di carne al fuoco, e se mi metto a dieta come dovrei magari sarà anche abbastanza.

Non so se continuare a cercare lavoro come fotografo o no, mando qualche CV, ma non mi risponde neanche la boulangerie (storia vera), quindi per il momento scelta obbligata. Fino a prova contraria.

Nel 2017 ho passato più di 2 mesi in viaggio, trovato una morosa che mi sopporta, iniziato a nuotare, visto cinque bei concerti tra cui Eminem (per fortuna prima del suo ultimo album indegno), ho letto più libri di quanti voglia ammettere qui, e in generale mi sento cresciuto, spero non solo di girovita.

Ho fatto un sacco di foto e in molte mi ci rivedo, sono fortunato ad avere questa valvola di sfogo che con un (bel po’ di) click mi fa esternare cose che nemmeno so, ma che sono mie.

Negli ultimi tempi ho fatto un sacco di foto, faccio un riepilogo per chi ha tempo libero:

– Dune du Pilat: uno dei posti più incredibili che abbia mai visto, ed ero in ottima compagnia (les campagnards)

– Paris / Novembre 2017: per qualche motivo a novembre mi sembra di aver scattato bene, e ci sono un po’ di foto che mi piacciono proprio

– Ritratti di Danny a casa mia: io e Danny ci conosciamo da 20 anni e qualche mese, eravamo alle elementari assieme, e mi ha fatto un gran regalo venendomi a trovare. Con lui sono andato a vedere Gemitaiz e Madman in concerto.

Lisbona: ci sono stato per un weekend, e mi è piaciuta un casino.

– Solo chi è campagnolo può capire l’emozione, la gioia, e l’orgoglio nel fare le foto da sotto al palco a Fabietto mentre suona al Bataclan con gli Annihilator.
(un paio d’anni fa gliele facevo alla festa dell’unità di Campiano e sognavamo assieme al Primary)… Fiero di lui.

Ok, le regole dell’online marketing eccetera dicono di fare i post brevi coerenti concisi e congrui, ma io me ne fotto e adesso faccio un elenco dei libri migliori che ho letto nel 2017.

  • The subtle art of not giving a fuck, di Mark Manson
    Parla di priorità, ed è la versione lunga e aggiornata di questo post fantastico
  • Light. Science and magic, di Fil Hunter, Steven Biver, Paul Fuqua
    La bibbia per la luce in fotografia. Da leggere specialmente per chi fa still life
  • Women, di Charles Bukowski
    Raramente ho riso così tanto leggendo un libro (vale anche per gli altri suoi che mi sto divorando uno dopo l’altro)
  • Da animali a dei, di Yuval Noah Harari
    È due anni buoni che Roberto insisteva con ‘sto libro, forse per ripicca di tutti i libri con cui gli rompo le palle io, “Sì sì dai lo leggerò…”, e alla fine l’ho letto sul serio, ed è andata a finire che aveva ragione lui. Libro incredibile, non vedo l’ora di leggere il seguito.
  • Le comte de Monte-Cristo, di Alexandre Dumas
    Idem come sopra. Il mio amico Yuri è dal 2011 che mi dice “DEVI ASSOLUTAMENTE LEGGERE IL CONTE DI MONTECRISTO”, e quest’anno mi ci sono messo, senza troppa convinzione… E nonostante la mole di 1400 pagine (si fa per dire, ho letto l’ebook) è diventato una droga e mi è dispiaciuto da matti quando l’ho finito. Dentro c’è tutto.
  • 50 Portraits, di Gregory Heisler
    Gregory Heisler ha un sito che è peggio del mio ma è il ritrattista numero 1 al mondo. Questo libro dal titolo fantasioso raccoglie appunto 50 ritratti e ne racconta i retroscena, tecnici e non. Una miniera d’oro. Costa pochissimo, non ci sono scuse per non averlo. Varrebbe la pena anche se costasse 10 volte tante.
  • The stranger in the woods, di Michael Finkel
    Di gran lunga il libro più fuori di testa e inaspettato che abbia mai letto… Talmente tanto che non so nemmeno dove iniziare, e ci provo così. Intanto è una storia vera… Praticamente un 20enne, nel Maine e negli anni ’70, prende su la sua macchina, se ne va senza dire niente, la abbandona in montagna, si mette a vivere nei boschi (in un “camp” con un’organizzazione maniacale, tra l’altro a soli 3 minuti dalla civiltà), e lì rimane per 27 anni, senza mai farsi scoprire, con gli inverni a -25° e senza mai accendere un fuoco, campando di cose rubate, diventando l’incubo della popolazione locale.
    In 27 anni non ha mai avuto contatti con altre persone, non ha mai visto un dottore, un telefono, internet… Ed ha smesso solo perché è stato catturato nel 2013.
    L’autore del libro riesce a parlargli e i dialoghi con lui sono pazzeschi, così come tutte le riflessioni su solitudine e dintorni.
    Completamente incredibile, e per me libro dell’anno alla pari col Conte di Montecristo, che però è una storia inventata, ma a tratti sembra comunque più credibile di quella dell’eremita.

A proposito di libri, la mia petizione per l’ultimo libro inedito di Hunter S. Thompson è fallita, ma tanto sua moglie Anita mi ha risposto su fb dicendo che sicuramente non lo vedremo prima del 2020… (ergo mai). Che storia orribile.

Già che ci sono metto un altro paio di link che mi sono piaciuti:

  • Robert Frank’s Dostoevsky, di David Foster Wallace
    Un gigante che scrive di un gigante che ha scritto un libro su un altro gigante.
  • Confessions of an Instagram Influencer
    Un giornalista prova a diventare un Instragram Influencer. L’articolo fa piangere dal ridere, ma fa anche pensare un pochino. Probabilmente è comunque meglio che lavorare, ma mi vergognerei comunque un po’, sarà anche che non riesco ancora superare il mio fastidio estetico per gli hashtag (li trovo l’apice della volgarità).

Chiudo con una perla, tre video di Action Bronson che mangia e beve a Parigi. Modello di vita. “I can’t explain it, but I know”.

Buon anno a tutti!

-Matteo

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