Io

Sono nato nel 1991 a Ravenna, ma parlo meglio il francese del dialetto, e leggo più in inglese che in italiano.
A Campiano, il paese dove sono cresciuto, mi annoiavo un po’, così e mi sono trasferito a Parigi nel gennaio 2016.

artwork di Mirko Pezzi

Il mio stile è influenzato da tante cose (dove ho vissuto, dove vivo, chi conosco, i libri che leggo, come mi sento…), ma la parola chiave rimane sempre Nostalgia.
D’altra parte, sono un emigrante.

(segue raccontino breve della mia vita, se vuoi saltare in fondo alla pagina ci sono altre cose più immediate)

Vengo da una famiglia normale, né povera né ricca, e da bambino la mia passione erano le moto e i libri.
Crescendo non ero molto sicuro di cosa fare della mia vita: dopo essermi diplomato all’Itis, sezione meccanica, con 100/100 e zero interesse nell’ambito, mi sono iscritto a scienze delle merendine della comunicazione a Bologna, laureandomi con 110/110 e sempre più dubbi.

Come accade sempre, le cose più importanti arrivano dove non te le aspetti (consiglio a tutti di leggere a proposito The Black Swan di Nassim Nicholas Taleb).
Come regalo di maturità avevo scelto una reflex, un po’ a istinto, ed è stata come una droga.
In breve tempo sono diventato “quello che fa le foto” — all’inizio male ovviamente, poi pian piano, studiando e sperimentando come un ossesso, ho trovato la mia voce.
In più, per uno timido come me, la fotocamera è stata anche un passe-partout.

Dopo la laurea mi sono buttato, ho aperto la prima partita iva (siamo a inizio 2014) e iniziato a prendere le cose sul serio.
Il 2014 è stato un anno importante anche perché, in maniera del tutto casuale (bis), sono stato per la prima volta in vacanza a Parigi.
È stata scintilla, e in qualche modo sapevo già che sarei voluto andare a vivere lì. Ma l’ho capito bene solo più tardi.
Il 2015 per me è stato un anno così così, anche a livello personale: avevo bisogno di andare via, e sapevo dove.

A inizio 2016 ho chiuso la partita iva, messo due cose in valigia, e preso un biglietto di sola andata per Parigi.
Allo sbando, nel vero senso della parola.
Senza una casa, senza un lavoro, senza parlare francese.
Ho dormito sul divano di un amico i primi giorni (non ti ringrazierò mai abbastanza Roberto), ma dovevo trovare un casa: in fretta, con budget limitato, e senza ancora un lavoro. Se c’è un modo sbagliato di cercare alloggio a Parigi, è esattamente quello.
Ma chi si accontenta gode, la fortuna aiuta gli audaci, e un altro po’ di luoghi comuni: ne ho trovata una piccolina piccolina proprio quando ero sul punto di tornare a casa con la coda tra le gambe e il portafoglio vuoto, e sono restato.

Da lì ho fatto il classico percorso dell’emigrante: gavetta al McDonald’s per imparare la lingua, mille problemi burocratici, gavetta in un grosso studio fotografico, gavetta come assistente di altri fotografi, finché a giugno 2017 mi sono rimesso in proprio.

(fine della prima parte, inizio della seconda, che però è ancora in svolgimento quindi la scriverò tra qualche anno)

La mie passioni più grandi oltre alla fotografia sono leggere e scrivere.
Leggo 80/90 libri all’anno, la maggior parte in inglese e su e-reader (non credo nel profumo della carta, né tantomeno nei chili che pesa, specie abitando al sesto piano. L’unica carta che ha senso per me è quella delle stampe fotografiche di qualità o dei libri d’arte).

Il mio e-reader, da maggio 2015 a febbraio 2018

Scrivo quando mi va sul blog, e scrivo tanto per me, mi schiarisce i pensieri e mi diverte, anche se poi non pubblico niente..

Altre passioni:

  • cucinare (sono il re dei cappelletti)
  • nuotare
  • oziare
  • passeggiare facendo foto
  • i Negroni
  • Amici miei (I e II)
  • Mad Men (la serie tv)
  • organizzare in maniera paranoica gli hard disk e i back-up (sono della vergine)
  • leggere in metropolitana
  • andare al Primary quando torno a Ravenna
  • guardare mille volte lo sketch di Ajeje Brazorf e ridere ogni volta come fosse la prima
  • i bonifici in entrata

Autori preferiti:

  • Hunter S. Thompson
  • Nassim Nicholas Taleb
  • Charles Bukowski
  • Tom Wolfe
  • Ayn Rand
  • Robert Greene

Libri preferiti:

  • tutta la serie Incerto di Nassim Nicholas Taleb
  • Fear and Loathing in Las Vegas di Hunter S. Thompson
  • Le comte de Monte Cristo di Alexandre Dumas
  • 48 Laws of Power di Robert Greene
  • Women di Bukowski, ma mi piacciono tutti
  • Atlas Shrugged di Ayn Rand
  • Barney’s version; di Mordecai Richler
  • Il deserto dei tartari di Dino Buzzati
  • Unto the Sons di Gay Talese
  • The omnivore’s dilemma di Michael Pollan
  • tanti altri

Fotografi preferiti

  • Garry Winogrand
  • tanti altri, ma Winogrand per me è abbastanza

Musica preferita:

  • De André
  • Tom Waits
  • Rino Gaetano
  • Stevie Ray Vaughan
  • Eminem
  • Dargen D’Amico
  • 50 cent
  • Paolo Conte
  • Vladimir Horowitz
  • il blues e il rap in generale

Questo in breve sono io.

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Chiudo con qualche foto di me nel corso degli anni:

[autoritratto, 26 anni e i primi capelli bianchi]


[autoritratto con bambù]


[“We are, after all, professionals” (HST); foto di Roberto Pasini]


[autoritratto]


[con l’amico Fabio Alessandrini, grande batterista]


[durante un matrimonio, foto di Cristina Bagnara]


[straight outta Campiano]


[chez moi, filiera corta; foto di Roberto Pasini]


[con Luca Picchi, re del Negroni]

[apprezzando la Sardegna, il cibo in particolare]


[ritratto da Matteo Sigolo durante un matrimonio]


[autoritratto]


[mentre raccolgo le pesche nei campi dell’amico Giovanni]


[durante la mia laurea]


[per non dimenticare]


[per non dimenticare/bis]