Gigi Soldano, un obiettivo da 30 e lode

September 17, 2013 • Filosofia spicciola, Reportage

* intervista realizzata il 14 settembre 2013 al Gran Premio di San Mariano e della Riviera di Rimini presso il Marco Simoncelli di Misano, pubblicata su La Voce di Romagna il 15 settembre 2013

Il fregio sul giubbotto non lascia adito a dubbi: “30”, e una corona d’alloro attorno. Sono gli anni di esperienza in pista di Luigi “Gigi” Soldano, decano dei fotografi del motomondiale.
A 64 anni non è il più anziano del gruppo, “ma ce ne sono pochi pochi dei più vecchi”, ride.


Chi dice che la fotografia sportiva non è arte, dia un’occhiata alle sue foto (photomilagro.com) e si ricreda: Gigi cattura magia.

Giunto nel motomondiale grazie a Paolo Scalera del Corriere dello sport, scatto dopo scatto si è ritagliato il suo spazio e oggi è un’autorità nel paddock: il suo desk è meta di un pellegrinaggio continuo.

“Il trucco per migliorare sempre è non accontentarsi mai: anche oggi, a Misano, ho scovato un’inquadratura nuova per me”. “Non dire cazzate Gigi”, abbozza un collega, curioso di vedere lo scatto: è Valentino ripreso dall’alto della sala stampa mentre scende dalla moto, incorniciato dai meccanici.
Semplice, d’impatto: “Ce l’avevo proprio qui sotto”.

E proprio col dottore negli anni si è creato un rapporto di lavoro sfociato in un’amicizia complice. Ora è il suo fotografo personale, anche per progetti slegati alla routine del motomondiale: difficile scegliere un ricordo, o uno scatto. Tra tutti, forse due episodi simbolici: la centesima vittoria ad Assen 2009, e il ritorno al successo quest’anno, sempre ad Assen.
Valentino è una fabbrica di stimoli, ed è esattamente quello che, con la sua Nikon al collo, Gigi cerca da trent’anni: “La mia foto migliore dev’essere la prossima”.

Per i creativi il pericolo è la noia, e nel motomondiale il rischio si moltiplica: stessi circuiti, stesse postazioni, stessi piloti; solita routine. Per questo serve un po’ di pepe, e la sfida coi colleghi è sempre aperta: serve a tutti, soprattutto a chi perde.
Dall’anno scorso c’è un giudice d’eccezione: è lo stesso Rossi, che emette il verdetto e condivide sui social. Un’immediatezza impensabile quando Gigi cominciò nell’83 nell’ambito del video, “con una cinepresa, allora si chiamava così”, sorride.
Dalla cinepresa a Twitter, passando per la rivoluzione digitale: è cambiato quasi tutto, la passione per “la prossima foto” no.

Oggi Soldano è un signore di oltre un metro e ottanta coi capelli bianchi, che nella ressa dei fotografi gli conferiscono una certa aria d’autorità: per questo a volte lo si vede agire nella ressa dei flash col piglio del direttore d’orchestra – “Ragazzi andiamo un po’ più indietro” – e qualcuno sfotte bonario, con rispetto (“Ecco, fermi tutti, arriva la foto artistica di Soldano!”).
E giù risate, anche di Gigi. Poi però “la foto artistica” arriva davvero e, mentre la Nikon passa di mano tra gli sguardi ammirati, è tutto un mormorare: “Però, bella, bella”.
Ma la gloria è un’istantanea, perché l’agenda è fitta e bisogna darsi da fare per “la prossima foto”. Chi cerca l’attimo buono raramente ne ha uno libero.
Click.

Matteo Pezzi





3 commenti a “Gigi Soldano, un obiettivo da 30 e lode”

  1. Anonymous September 18, 2013

    Bell'articolo e grandissimo Gigi soldano, è la passione che fa la differenza e tu ne hai da vendere 😉
    Vita

    1. Matteo Pezzi September 18, 2013

      Grazie 🙂

  2. Bluebell.Butterfly September 18, 2013

    Ho incontrato Gigi a Donington nel 2008 e andai a prenderci l'autografo. Mi ha chiesto "Ma tu come sai chi sono io?". Ha firmato la mia giacca di pioggia e mi ha reso molto felice. Grande Gigi,foto meravigliose.
    Ciao, Adrian.

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