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Tutte le letture del mese.

I miei libri preferiti.


Mi sento così stupido e triste.
Ho realizzato stasera di aver completamente cannato un backup di una memory card, perdendo per sempre (puff!) 130 foto, di cui almeno una sicuramente bella scattata al Parc de Bercy, più altre 129 tra brutte, così così, e sicuramente bei ricordi.
Mi sento così triste che mi viene da ridere.
Rimango fierissimo del mio sistema di backup, cartelle, nomi dei file, eccetera: un po’ meno del “cervello” che ci sta dietro.
Comunque ormai è andata, siamo in primavera, è cambiato l’orario, domani è un altro giorno, e il 24 agosto vado a Glasgow a realizzare un mio sogno, vedere Eminem dal vivo.
Per questo mese mi sono accontentato di vedere Salmo a Parigi, che è stato bravissimo anche se non eravamo poi in tantissimi. Pochi ma buoni.

  • The subtle art of not giving a fuck // Mark Manson // 2016
    Ho un debole per i buoni libri con titoli stupidi. Mark Manson è l’autore di questo post, uno dei miei preferiti di tutti i tempi, che è un po’ il nucleo da cui si sviluppa questo (ottimo) libro.
  • Ironweed // William Kennedy // 1983
    Se vinci il Pulitzer e in più hai anche aiutato Hunter S. Thompson a inizio carriera, non posso non leggerti caro Bill Kennedy.
  • I love female orgasm: an extraordinary orgasm guide // Dorian Solot, Marshall Miller // 2007
    Un po’ di informazioni utili, ma niente di eclatante. Qualche cosa dubbiosa, e molto ripetitivo in generale.
  • Non è il vino dell’enologo // Corrado Dottori // 2012
    Come per il cibo, anche per il vino c’è un mondo di cose più buone di quelle che si trovano al supermercato da scoprire, e più buone anche di quelle che si trovano da molti contadini. Per andare avanti mi sa che la cosa migliore sia mettere la retro e cominciare ad andare indietro. Ma non bere se vuoi guidare.
  • Almayer’s folly // Joseph Conrad // 1895
    Fa bene ogni tanto leggere libri dell’800: questo è il primo romanzo in assoluto di Conrad, e credo ne leggerò altri. Mi è piaciuto.

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