antonio cassano

Letture del mese #16 — Gennaio 2016

Scrivo questo post da Parigi, dove sto cercando di trasferirmi. Ho chiuso la partita iva, e sto cercando una casa. Finora mi ha ospitato il mio amico Roberto, da domani continuerò la mia ricerca sperimentando per la prima volta il Couchsurfing.
Che lavoro farò? Boh. Dove abiterò? Boh. Quanto starò? Boh.
On verra.
Per ragioni fiscali eccetera eccetera ho chiuso la partita iva, perciò per un po’ non farò più servizi su richiesta, e mi dedicherò solo a quello che pare a me. Credo sia un arrivederci, non un addio.

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Tutte le letture del mese.

I miei libri preferiti.


The Fountainhead
Ayn Rand
1943

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Elogio a Cassano

Cassano Antonio da Bari Vecchia è fuori.
Fuori forma. Fuori dal tempo. Fuori categoria.
Il talentino, come lo chiamavano a Madrid prima di battezzarlo el gordito, naviga a vista nell’incoerenza di chi ha 31 anni, un talento che basterebbe per cento e la casella delle vittorie che contano ancora ferma al via.
Vive a credito col destino (nel 2008 disse: “Mi sono fatto 17 anni da disgraziato e 9 da miliardario: me ne mancano ancora 8, prima di pareggiare”) e, in ossequio alla corrente filosofica del chemenefotteameguaglio’ di cui è fondatore e brillante divulgatore (non tutti si nasce Kant, ma neppure Antonio Cassano), fa spallucce ai topi da almanacco e ai puristi da libro dei record.

A pensarci bene è il colmo, per chi nasce in quella notte di mezza estate del 1982 in cui le stelle (tre) le accese Pablito Rossi e, nei vicoli di Bari Vecchia, la gioia effimera di un mondiale si perdeva nei fumi dei caroselli.
L’infanzia è poco più di un infrangersi di vetri presi a pallonate per compiacere una platea già incredula: consolazioni magre come i pasti che, quando ci sono, consuma assieme a mamma Giovanna. Il padre non c’è, i soldi neppure.



Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior. (cit.) […]

CHIEDI A CASSANO

* Ti può interessare anche Elogio a Cassano, post più recente (marzo 2013) e a mio parere anche scritto meglio.

Non c’erano dubbi che la spedizione italiana agli europei 2012 sarebbe stata spettacolare, data la convocazione di Mario Balotelli e Antonio Cassano. 
In campo non hanno ancora dato il meglio (ma già giovedì contro la Croazia avranno occasione di mettere a tacere i tanti iscritti al partito del “non cambieranno mai era meglio lasciarli a casa e portare gente seria”), fuori non ci si annoia mai.

Un butterato Antonio Cassano veste la maglia numero 10 della nazionale

 

Il merito, diamo a Cesare quel che è di Cesare, è però anche di certi giornalisti che pretendono di discutere con Cassano di questioni intellettuali, oltre che di certi personaggi alquanto ridicoli che devono per forza essere al centro dell’attenzione.
Ma andiamo con ordine, e prima presentiamo i personaggi. […]