analogica

Sardegna analogica (ottobre 2015)

A inizio ottobre sono andato in Sardegna, a porto Pino per la precisione, ospite dalla mia amica Miriam.
Siccome sarebbe stata una settimana di relax totale, ho lasciato a casa computer, tablet, e anche qualsiasi fotocamera digitale.
Ho portato solo la mia vecchia Fujica ST605N, un Revuenon 28mm f/2.8, un rullino di T-Max 400 a metà, qualche Portra 400 e qualche Tri-X 400. Più l’iPhone per foto varie.
Zero pensieri, perché per farmi pochi problemi e pensare solo a divertirmi ho anche tolto la pila dell’esposimetro, così l’esposimetro sono io (e sono contento perché erano praticamente tutte esposte bene, con un po’ di pratica si fa tutto).

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Il mio primo rullino (e senza esposimetro)

Ieri ho ritirato le stampe del mio primo rullino, e sono contentissimo.

Antefatto 1

Da qualche mese mi stavo allenando a fotografare in manuale senza esposimetro, con le digitali: battezzo la scena; decido iso/tempi/diaframma; scatto — e solo dopo guardo il risultato. Detta così sembra difficile, ma all’inizio non esistevano gli esposimetri e una volta si faceva così.
Ok che oggi siamo dei rammolliti di Photoshop, ma ce la possiamo ancora fare (spero).
Poi rimane sempre il fatto che non è ingegneria nucleare.

Ciò detto, ho iniziato a prenderci la mano sempre di più ed ero molto contento. L’unica controindicazione è che ora non posso andare da nessuna parte senza calcolare l’esposizione corretta: entro in una stanza e la prima cosa che penso è “f/4; 1/125, iso 400”. Oddio.

Antefatto 2

Cercavo di vendere il mio Zuiko 135mm perché era nel mezzo tra 85mm e 200mm (nel mezzo soprattutto nella borsa) e non lo usavo mai. È un gran obiettivo e mi dispiaceva lasciarlo fermo, ma nessuno lo voleva comprare se non a prezzi ridicoli.

L’ho quindi “prestato a tempo indeterminato” al mio amico Marco Parollo, che mi ha ricompensato con una vecchia Fujica st605n, uno Zenit Helios 44-2 58mm f/2 e un rullino da 36 pose di TMax 400.

DSCF3751 - Copia

Si noti l’orgogliosa scritta “Made in USSR” […]