Lo so che per una sera che sono a casa dovrei andare a letto presto, invece sono qui che ho appena finito Notes of a dirty old man e non ho voglia di dormire.
Fuori piove, mi sono fatto un risotto gamberi e agrumi senza gamberi, e lunedì ho compiuto abbastanza anni da non poter più entrare gratis nei musei.
Proprio adesso che stavo quasi convincendomi ad andarne a vedere almeno uno…
Ma ci sono così tanti libri da leggere e passeggiate da fare e cose buone da cucinare mangiare bere che andare a chiudermi in un museo non ne ho voglia.
Poi ho appena visto Eminem dal vivo a Glasgow e ho ancora quella sensazione da “più in alto di così non si può salire” quindi capirai cosa me ne frega di un museo gratis. Meglio un Eminem a pagamento.
Specie se sei in quarta fila.

Me la sono guadagnata aspettando dalle 11h30 di mattina in fila senza mangiare, bere, pisciare.
Anche se ha la barba e qualche anno di più, è sempre lo stesso Eminem che ascoltavo nel lettore cd 17 anni fa.
È sempre il Numero Uno, e Eminem che fa rap dal vivo è una delle cose più belle che si possano vedere.
Mentre ero in fila ero lì che mi chiedevo chissà se farà Square Dance che ho proprio voglia di sentirla…
E alle 21 spaccate si alza il sipario e si sente Tun-Tun-Tun ed Eminem esce urlando “People! It feels so good to be back!” e parte con Square Dance… E lì parto anch’io.
In tutto il concerto avrò fatto tre foto con la fotocamera e una decina col telefono, e zero video.
La maggior parte della gente ha ripreso l’intero cazzo di concerto in diretta su Instagram Stories. Mah. Poveretti.
Comunque vedere Eminem dal vivo era una delle cose che volevo fare prima di morire, e nell’ultimo mese ho fatto anche un’altra cosa che volevo provare prima di morire. Sono fortunato.
Spero di farne altre.
Un’altra che mi piacerebbe è veder pubblicato “The Mutineer: Rants, Ravings, and Missives from the Mountaintop, 1977-2005”, l’ultimo libro inedito di Hunter S. Thompson.
Avevo fatto una petizione a inizio anno e l’ho colpevolemente lasciata alla deriva: ora è il momento di riprenderla in mano: chi non ha ancora firmato, lo faccia.
Degli altri mi basta il sostegno morale, qualcosa mi inventerò.
Sempre in tema di battaglie sociali, negli ultimi due mesi ho preso un po’ di aerei e due treni.
La lezione numero 1 è: non prendere Easyjet.
Copio e incollo quello che avevo blaterato su fb dalla sala d’attesa a Charles De Gaulle:
4/4 
Nell’ultimo mese ho preso 4 voli EASYSHIT, con l’invidiabile ruolino di marcia di 4 ritardi, annunciati chiaramente all’ultimo minuto, quando annunciati (non sempre si prendono la briga).
Le hostess al terminal non hanno alcuna colpa infatti sto diventando loro amico, una di quelle di oggi ad esempio mi ha detto: “Guarda secondo te faccio questo lavoro di merda perché mi piace? È uno schifo. Per viaggi personali non mi sognerei mai di prendere easyJet.”
Ok. Prendo appunti e cerco di prenderla con filosofia.
Siccome ho tempo, ve ne faccio risparmiare un po’: non volate mai più con EASYSHIT. Serio.
Sono imbarazzanti.
Il loro modello di business è usare 3 aerei per 4 voli, lanciare una moneta, e decidere quale arriverà in ritardo.
(d solito è il mio)
Per loro però il ritardo è solo a partire dalle 5h in su. Sotto è solo un leggero inconveniente.
Sotto le 2h praticamente puoi festeggiare, è quasi come essere in anticipo.
Tra le 2 e le 4h hai diritto a un voucher di 4,50€ da usare in aeroporto (ma non in tutti i bar).
Dopo le 4h hai un altro voucher da 4,50€.
Il problema è che sono talmente pezzenti che per evitare di darti il voucher ti fanno salire sull’aereo 1h50 in ritardo (quindi sotto le 2h quindi niente voucher), e poi ti tengono sull’aereo fermo per minimo 50 minuti senza alcuna comunicazione.
Guardiamo i lati positivi: nella seconda foto ci sono le statistiche di lettura del mio e-reader, la gran parte le ho fatte nell’ultimo mesetto.
Adesso inizio il Conte di Montecristo, mi sa che faccio in tempo a finirlo prima del decollo.
Il concerto di Eminem è giovedì, spero di arrivare in tempo.
 
Ok al concerto sono arrivato in tempo, ma l’irritazione resta. Se Easyjet fa schifo, Airfrance non è da meno.
Il volo della mia morosa è stato cancellato 5 minuti prima della partenza, il mio ha avuto tipo 45 minuti di ritardo senza alcun motivo né tantomeno messaggio di scusa.
Quindi la morale è: se possibile prendere il treno, che inquina anche meno.
MA: se prendete il treno notturno e siete una famiglia composta da una coppia + un figlio piccolo, o prendete la cuccetta da tre oppure siete dei cafoni.
Sono capitato con una coppia, lei italiana e lui francese, ennesima conferma che la stupidità non ha confini, e il loro adorabile bambino di meno di un anno.
Che se l’è fatta addosso sei volte in una notte.
Che ha pianto/urlato almeno ogni 30 minuti.
Che non è mai dico mai stato portato nel corridoio una volta dai genitori, che tra l’altro avevano completamente occupato la cuccetta (la foto è di inizio viaggio, la situazione è peggiorata).
Non ho ancora capito perché non serva una sorta di patente per avere un figlio.
Sono arrivato a Milano con sì e no 3 ore di sonno. Su una brandina. Respirando puzzo di merda.
Prendete la cuccetta da tre, per favore.
A Milano ci sono andato per fotografare un matrimonio, il secondo quest’anno.
Mi viene bene, mi diverto, vengo pagato, gli sposi sono contenti delle foto, io pure: vincono tutti. Quando sono arrivato a Parigi tanti mi avevano detto che non si poteva, che era mal visto in tanti ambienti, eccetera… Ora me ne frego.
Finché non sono io che mi sposo, è tutto sotto controllo.
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Anzi, se hai amici o parenti che si sposano, parliamone.
Il prezzo è 2000€ + spese di viaggio.
Qui puoi vedere qualche foto: tra poco arriva il mio sito nuovo fatto da Roberto, e sarà tutto più bello.
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Ho letto un sacco di libri belli, e sto rileggendo un sacco (Hemingway, Dostoevskij).
Da quando non sono più dipendente ho tanto tempo in più per leggere e studiare, e sarò strano ma sono una di quelle persone che se gli dai un libro e nient’altro da fare in qualche modo arriva a sera tranquilla che non te ne accorgi neanche.
Certo, la sera è un altro discorso, e le notti poi non ne parliamo.
Ognuno le passa come può, e se è fortunato come vuole.
Ora mi è venuto sonno.
Buonanotte
Matteo