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Tutte le letture del mese.

I miei libri preferiti.


Ogilvy on advertising (1983)
David Ogilvy

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It will help you recognize a big idea if you ask yourself five question:
  1. Did it make me gasp when I first saw it?
  2. Do I wish I had thought of it myself?
  3. Is it unique?
  4. Does it fit the strategy to perfection?
  5. Could it be used for 30 years?

(…) until you got a better answer, you copy

“Hold your horses — I almost forgot. There is one category of advertising which is totally uncontrolled and flagrantly dishonest: the television commercials for candidates in Presidential elections”
(…)
“The networks are obliged to broadcast every political commercial submitted to them, however dishonest.”
Confessions of an advertising man è stato uno dei miei libri preferiti del 2014, e non so perché ci ho messo un anno a leggere il secondo libro di Ogilvy (tra l’altro li avevo comprati assieme, cosa che non faccio più: ora compro solo i libri subito prima di leggerli, per il resto mi segno quelli che voglio leggere).
È uno dei pochi libri che valga la pena leggere in formato cartaceo, perché è pieno di foto e illustrazioni (e costa poco in relazione alla qualità e perché no anche alla quantità del contenuto.
L’ha scritto verso il finale della sua carriera (circa), e il libro parla più o meno di tutto: di pubblicità a livello tecnico (anche se in molte parti sembra preso pari pari da Confessions ecc ecc), di come gestire un’agenzia, dell’etica della pubblicità, dei grandi maestri della pubblicità, eccetera.
La pagina finale è dedicata a 13 previsioni sul futuro della pubblicità, e a mio parere almeno 6 non si sono avverate, tra cui:  “Candidates for political office will stop using dishonest advertising” (sono abbastanza convinto che non ci credesse nemmeno lui mentre la scriveva).
Gran libro comunque.

Cina SpA. La superpotenza che sta sfidando il mondo
Ted C. Fishman

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La Cina ha pochi problemi a definire le regole del gioco, e nessun problema a trasgredirle.

Per gli stranieri che fanno affari in Cina o contro la Cina, una delle cose più esasperanti è la visione fluida che i cinesi hanno degli accordi e  la loro indifferenza, spesso sfacciata, verso la legalità. Ma bisogna ricordare che le imprese cinesi si sono sviluppate in un ambiente in cui l’illegalità era l’unica strada percorribile.

Tutti gli occhi sono puntati sul cosiddetto scontro di civiltà tra l’Occidente e l’Islam, ma alla lunga sarà proprio la Cina ad avere l’impatto più significativo sul mondo.

Il libro è scritto nel 2005 e una delle parti più interessanti è quando parla della differenza tra i cinesi che si fanno il culo e imparano l’inglese, e quanti occidentali invece non imparino il cinese.

C’è un po’ di storia per tentare di spiegare come la Cina sia diventata quello che è, molti esempi, tanti capitoli su prezzi e imitazioni (reali e digitali), e prospettive future.


Confessioni di un sicario dell’economia. La costruzione dell’impero americano nel racconto di un insider
John Perkins

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Durante questi corsi, scoprii che le statistiche sono manipolabili in modo da produrre una grande varietà di conclusioni, comprese quelle a sostegno delle preferenze dell’analista.
Secondo, mi sarei dato da fare per mandare in rovina i paesi che ricevevano i prestiti (una volta pagati la MAIN e gli altri appaltatori statunitensi, naturalmente) affinché restassero per sempre in obbligo verso i creditori, costituendo facili bersagli nel caso necessitassimo di qualche favore, quali installazioni di basi militari, voti alle Nazioni Unite o acceso al petrolio e ad altre risorse naturali.
Ora, l’atto di scrivere quel libro mi permetteva una visione d’insieme. Capii quant’era stato facile non vedere il quadro più ampio e quindi non cogliere la vera portata delle mie azioni.
Grazie alle poco obiettive ‘scienze’ della previsione, dell’econometria e della statistica, se bombardi una città e la ricostruisci, i dati mostrano un enorme picco della crescita economica.
Sarebbe perfetto se potessimo attribuire tutto ciò a un complotto, ma non è così. (…) Preferiamo scorgere cospiratori in agguato nell’ombra, perché la maggior parte di noi lavora per quelle banche, quelle corporation o quei governi o in qualche modo dipende da essi per i beni e i servizi che producono e commercializzano. Non possiamo sputare nel piatto in cui mangiamo.
È un po’ che non compro libri di inchiesta, complotti, o verità assolute. Questo, come quello sulla Cina, è stato un regalo.
In teoria dopo un libro così uno dovrebbe sentirsi indignato, uscire di casa col pugno chiuso e preparare pure un altro referendum questa volta per sapere dov’è che i cani devono pisciare.
In verità mi sento esattamente come prima di leggerlo. Non ho imparato nulla di nuovo, se non piccoli fatti che confermano cose che si sanno, tipo che le elezioni servono solo a ripulirsi la coscienza per mezza giornata, che i politici sono criminali per natura (e se non lo erano lo diventano), che è inutile leggere i giornali, che la storia che insegnano a scuola è quantomeno lacunosa, e così via.

Ecco, se non altro questo libro è un ottimo ripasso della storia del novecento.


Photographing People: Portraits, Fashion, Glamour (Revised Edition 2006)
Roger Hicks, Frances Schultz, Alex Larg, Jane Wood

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Libro abbastanza raro che mi è stato prestato, che spiega (con schemi dettagliati) come illuminare vari tipi di ritratti. Gli unici difetti di questo libro, a mio parere, sono che non indica i tempi di scatto e non prende minimamente in considerazione gli speedlight .

Molto bello ma di difficile reperibilità, al posto di questo consiglio La luce e lo scatto. 50 fotografie di moda di Chris Gatum, che ha un po’ meno foto, ma costa meno ed è più aggiornato essendo più nuovo. Per il resto lo stile è uguale (foto + descrizione + qualche battuta del fotografo + schema luce).


Unto the Sons
Gay Talese
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Gay Talese è uno dei miei scrittori preferiti, e Unto the sons è un capolavoro. L’ho riletto: è la storia d’Italia negli occhi e nel diario degli antenati di Talese, fino ai primi del ‘900.
L’ho riletto in particolare concentrandomi sulla storia di Antonio Cristiani, cugino di Talese e trasferitosi a Parigi…

 ALTRO

Questo mese sono stato parecchio in casa e ho letto alcuni post che mi sono piaciuti.


Are we slagging Billingham?

Parla del guadagno che c’è nel spendere tanto per una borsa fotografica buona, che però durerà una vita. Non posso essere più d’accordo, e dopo aver preso quest’estate una Billingham f/Stop 2.8 non tornerei mai indietro a una borsa di bassa qualità.

E non ce ne sarà bisogno, perché è bella, resistente, e usandola diventa ancora più bella. Naturalmente è anche capiente, comoda da usare, impermeabile, eccetera eccetera.


Paul Deschanel (1855-1922). Le président fou

Articolo in francese che parla di Paul Deschanel, personaggione di cui ignoravo l’esistenza.
È stato presidente della repubblica di Francia per 8 mesi del 1920, ma era matto e la sua vita è stata costellata di episodi esilaranti (tipo cadere da un treno in corsa).
È il primo politico a starmi simpatico nella storia del mondo, peccato fosse pazzo, peccato che sia morto.
Alessandra Monasta è perito fonico per il ministero della giustizia: in pratica ascolta le telefonate della gente per ore, unisce i puntini, interpreta, eccetera.
Leggendo quest’intervista un po’ mi vengono i brividi a leggere quanto le piaccia farsi i fatti degli altri (“Mi addentro nella privacy di una persona, capisco quali emozioni vive, come si muove, le sue relazioni più importanti”), un po’ mi viene da ridere a pensare se per caso dovesse intercettare il mio telefono e perdere tempo a leggere tutti i messaggi nei miei gruppi di whatsapp che non leggo nemmeno io, o ascoltare le telefonate cretine coi miei amici.
Purtroppo immagino che il suo lavoro serva, ma non riesco ad apprezzarlo e probabilmente nemmeno a rispettarlo, come tutti i lavori che provocano onnipotenza dietro al paravento dello “Stato” (penso a giudici-poliziotti-finanzieri-ispettori-vigili-carabinieri-politici-segretari-sindacalisti, ecc).
La Monasta in particolare usa le sue intercettazioni per scrivere libri, ma i casi sono “romanzati”: mi sembra di cattivo gusto verso le vittime dei “casi romanzati”, e una scelta molto discutibile in generale.
Ma credo sia inutile illudersi sulla giustizia in Italia: diamola per persa, si patisce meno nervoso.

Winogrand è un maestro, American Suburb X è uno dei siti di fotografia più belli, difficile aspettarsi qualcosa di meno di un grande articolo.


It’s A Man’s World 1983 (James Brown featuring Michael Jackson)

Video bellissimo, specie la parte in cui James Brown introduce Michael Jackson.


Inoltre, dovendo passare molto tempo a computer a sistemare foto, mi sto appassionando ai podcast.

Uso l’app Podcast sull’iPhone, lo attacco alle casse dello stereo e intanto lavoro.
Da un articolo fantastico (How an angry comic who had a coke habit became the Barbara Walters of podcasts), ho scoperto WTF, il podcast di Marc Maron.
Ho ascoltato subito l’episodio più famoso, quello con Obama, e continuerò ad ascoltare i prossimi.
Altri due podcast molto interessanti:

TOP 3 / 2015
Dopo quelli del 2014, ecco i miei tre libri preferiti del 2015 (in ordine alfabetico).
  • Atlas Shrugged di Ayn Rand
  • The Black Swan: The Impact of the Highly Improbable di Nassim Nicholas Taleb
  • The End of Faith: Religion, Terror, and the Future of Reason di Sam Harris
Menzioni speciali per Paper Lion: Confessions of a last-string quarterback di George Plimpton, Ogilvy on advertising di David Ogilvy, Moneyball — The art of winning an unfair game di Michael Lewis, We Learn Nothing di Tim Kreider, Lettere a Lucilio di Seneca, Superconnect: The Power of Networks and the Strength of Weak Links di Richard Koch e Greg Lockwood.
Buon anno a tutti!
Matteo