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Tutte le letture del mese.

I miei libri preferiti.


I film della mia vita
François Truffaut

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Essendo contemporaneamente molto artista e molto critico, Orson Welles è un cineasta che prende facilmente il volo e giudica poi molto severamente i suoi voli; di qui l’importanza sempre più grane, nei suoi film successivi, del lavoro al tavolo di montaggio. Molti dei film recenti di Orson Welles danno l’impressione di essere stati girati da un esibizionista e montati da un censore.
(Humphrey Bogart( Pessimo scolaro, pessimo marinaio, pessimo  marito, aspettava che il cinema lo trasformasse nel migliore in tutto.
… si imparano molte più  cose che contano girando un film in 16mm  e facendosi da soli il montaggio, che facendo il praticante o l’assistente.

È buffo come mi trovi a leggere libri di registi di cui non ho mai visto un film, ma mi piace farlo e continuo.


Une vie
Guy De Maupassant

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À mesure que sa taille s’était épaissie, son âme avait pris des élans plus poétiques ; et quand l’obésité l’eut clouée sur un fauteuil, sa pensée vagabonda à travers des aventures tendres dont elle se croyait l’héroïne.

Quand le baron survenait en ces instants de mélancolie, il murmurait : « Jeanne, ma chérie, si tu m’en crois, brûle tes lettres, toutes tes lettres, celles de ta mère, les miennes, toutes. Il n’y a rien de plus terrible, quand on est vieux, que de remettre le nez dans sa jeunesse. »
Il faut que nous soyons unis pour être puissants et respectés. L’église et le château se donnant la main, la chaumière nous craindra et nous obéira. »

Gratis su Amazon, continua il mio studio del francese.


The new erotic photography
(a cura di) Dian Hanson & Eric Kroll

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Some photographers even describe their work as “bodyscapes”, because they’ve made the poor models look like boulders or sand dunes instead of human beings. I’ve heard the explanations that these headless bodies mantain mystery or modesty, but I still feel cheated. The photographer, after all, got to see everything.
(Dian Hanson)
I’ve met every woman I’ve been involved with for the past 44 years by way of photography. “Hello, I’d like to take your photograph.” (…) Is photography an excuse or a profession? I wonder who we’d be without a camera.”
(Eric Kroll)
Me taking their picture that day might be the most important and exciting things in their life.
(Alethea Austin)
Anyone who prefers film at this point is retarded. Canon digital cameras rock! I’m self taught; I never ared too much for school. I wouldn’t even be doing this if it wasn’t for the internet and my website. (…) My career goals are simple: I want to get rich doing what I want to do.
(Bob Coulter)
I don’t have ultimate career goals, but sometimes before I die I’d like to live in Paris in a roof-top garret sorrounded by books and daylight.
(Eric Kroll)
Una bella raccolta Taschen, con biografie e qualche scatto di 39 fotografi. Consigliata.

Ultimo. Il capitano che arrestò Totò Riina
Maurizio Torrealta
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Come dice il titolo, è la biografia/autobiografia di Sergio De Caprio detto Ultimo, capitano che arrestò Totò Riina (uscita nel ’95), noto anche per non averne perquisito il covo.
Tutte le 125 pagine del libro sono intrise di una retorica fastidiosa, con vette di pauperismo, populismo ed esaltazioni dell’arma dei carabinieri che lasciano un po’ così, come dire, interdetti. Fortuna che la storia poi ci aiuta a comprendere meglio questi personaggi.
“Fino a ora Ultimo ha avuto alle spalle un santo protettore, il Colonnello Mori, un militare esperto di lotta al terrorismo e in grado di capire quanto vale un soldato come Ultimo (…)”…  Un personaggio quantomeno discusso e quantomeno discutibile .
Ogni tre per due Ultimo  critica i giornali per il sensazionalismo che vanno sempre cercando, e poi alla fine sembra tutto quello cui aspira pure lui: “L’ottica dell’intervento dovrà essere rovesciata, l’obiettivo primario dello stato deve essere la distruzione della capacità militare di Cosa Nostra (…)”
Qualcosa di positivo comunque c’è. Nello specifico, le metodologie che usa per scegliere i suoi sottoposti:
Allora me lo prendo io, così siamo due teste di cazzo insieme”, gli dissi. Li ottenevo così, perché erano considerati male dagli altri, se no, mai me li avrebbero dati.
Ricordano quelle spiegate da Michael Lewis in Moneyball (e infatti conviene leggere questo piuttosto che Ultimo).

Torrealta ha scritto altri libri libri, io ho letto La trattativa e mi sento di consigliarlo, a differenza di Ultimo. Anche se il testo chiave per capire un attimo di storia degli ultimi anni a mio parere rimane sempre Il caso Genchi, più di 1000 pagine noiosissime (ma fondamentali) dopo le quali non crederai più a nessuno (nessuno). Per fortuna.


Il Corano

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Ho letto il Corano, per intero.
Perché l’ho fatto?
Dopo gli attentati di Parigi è cominciata la solita fiera di opinionisti che tutto d’un tratto sapevano tutto sull’Islam, è partito subito il coro dei “musulmani moderati” che ha lanciato l’hashtag #notinmyname.
Siccome sono in vena polemica, piccola parentesi sugli attentati di Parigi, dedicata a tutti quelli che dicono “Ah ma per i morti del Mali/Congo/Vietnam [sostituire con qualsiasi paese in cui muoiono persone] non c’è tutto questo sdegno!1!11!!”: ovvio che no. Parigi è a 25€ di Ryanair, si vive in modo simile al nostro, non è un luogo abituale di guerr(igli)a, tanti di noi conoscono persone a Parigi, e se Parigi viene attaccata forse anche noi non è che siamo poi così al sicuro. Se muore un tuo parente o un tuo amico ti disperi, piangi, vai al funerale: se muore uno sconosciuto a Pechino la tua vita va avanti tranquilla come prima.
Cinico? No, realista. Probabilmente mi dispiace di più per un mio raffreddore che per un morto sconosciuto dall’altra parte del mondo.
Altra nota sugli attentati poi passo al Corano: non sto dicendo che tutta la colpa degli attentati sia dei musulmani. Magari è stata la Cia che ha manipolato dei musulmani, o li ha lasciati fare per scopi suoi, ma non ditemi che, direttamente o indirettamente, l’Islam non c’entra niente quando gente spara gridando “Allah akbar”.
Perciò, siccome di sicuro in qualche modo l’Islam c’entra, ho colto l’occasione per leggere il Corano.
Io non sono un esperto di Islam, anzi non ne sapevo praticamente niente se non quello che si sente ai TG: ci sono pochi estremisti che interpretano male quella che è una religione di pace, eccetera.
Mah!
Leggendolo (cosa che pochi dei tanti che parlano hanno fatto) credo che invece i cosiddetti “musulmani estremisti” siano semplicemente “musulmani”, mentre i cosiddetti “musulmani moderati” siano semplicemente “non musulmani”.
I passi citati vengono dall’edizione Newton-Compton, non è la più economica ma dovrebbe essere la migliore: “traduzione italiana, integrale e commentata, è la prima realizzata dai musulmani in Italia sotto l’egida dell’UCOII (Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia, la principale organizzazione islamica operante nel nostro Paese), ed è stata scelta dal “Complesso di Re Fahd per l’edizione del Generoso Corano” a Medina per realizzare l’edizione arabo-italiana del Libro Sacro”.
Qualche impressione così qua e là prima di qualche stralcio vero e proprio dal libro: mi riesce difficile rispettare a priori la fede islamica. Anzi, non ce la faccio proprio, perché il Corano impone ai credenti di non rispettare me (non solo la mia mancanza di fede, ma anche la mia persona), perciò non capisco perché io debba rispettare il loro credo: al massimo ne ho paura (non vuol dire che sia un fan di Salvini, non è che sei contro una cosa stupida sei per forza a favore di un’altra cosa stupida).
In tutto il corano non c’è un singolo motivo non voglio dire razionale ma perlomeno ragionevole perché io debba credere a una qualsiasi delle cose che ci sono scritte dentro.
È un libro di fantasia, scritto pure male peraltro. Ho fatto fatica a leggerlo tutto.
Quando c’è un attentato islamico, in tv è tutto un fiorire di “Eh sì ma ci sono anche i musulmani buoni eh”, “Il Corano dice anche tante cose belle”: ok, peccato che tutte le cose belle che dice di fare il Corano possano essere benissimo fatte anche da chi non è musulmano, mentre tutte le cose pericolose e irrispettose verso gli altri (e sono tante) che impone, beh, quelle le fai solo se credi al Corano.
Immagino che Hitler fosse splendido col suo cane, ma questo non basta a non individuarlo come pericoloso.
Il problema è che inconsciamente o consciamente tutti hanno paura di parlare male dell’Islam (e quindi ne ammettono la pericolosità), anzi, quando un musulmano fa una cazzata parte automaticamente il coro dei notinmyname anche da chi non ne sa nulla: fa molto alternativo, benpensante e radical-chic.
Dal canto mio non ho problemi coi singoli musulmani, sono un avido consumatore di kebab tra l’altro, ma mi inquieta pensare che una persona possa basare la sua vita sul Corano e su ciò che c’è scritto.
Riporto qui qualche passo, poi ognuno ne trae le conlusioni che vuole:
Le rivelazioni vengono imparate a memoria, custodite da una turba di recitatori-cantori e da un’incerta quantità di appunti sparsi vergati su materiali di varia origine (…)
[dalla prefazione di Franco Cardini]
Il Corano è un Libro profetico: e lo Spirito soffia dove vuole, dalla mistica al diritto, dalla normativa religiosa a quella civile, dalle norme quotidiane alla cronaca.
[dalla prefazione di Franco Cardini]
A differenza della Bibbia ebraica, il Corano non ha alcun rapporto con un gruppo etnico, con una nazione: esso è diretto all’intero genere umano. Ma ha rapporto diretto e irrinunziabile con un idioma: con l’arabo, la lingua del Profeta e quella che Dio sceglie per comunicare con lui. Una volta calata la Rivelazione, diciamo così, nello “stampo” di una lingua precisa, essa diviene ardua da tradursi in altre lingue. L’interrogarsi sulle ragioni per cui Dio abbia scelto quella lingua, quella regione del mondo, quello speciale personaggio, non ha senso alcuno: la ragione delle scelte di Dio non solo è inconoscibile, bensì è connaturata con la volontà divina stessa.
[dalla prefazione di Franco Cardini]
La nuova primavera coranica, alla quale stiamo assistendo in questi anni, è una benedizione per il mondo (…)
Del resto, pur tenendo conto della avvertenza di non considerare un singolo passo avulso dal contesto globale della Rivelazione (cfr. Corano, XX, 114), è qui il caso di ricordare un detto del Profeta conservatoci, che riferisce: «Noi crediamo in Allah e in quello che Lui ha fatto scendere su di noi… Di quello che vi ho trasmesso, tramandate a vostra volta fosse anche un solo versetto…».
Questo è il Libro su cui non ci sono dubbi
Questo perché Allah ha fatto scendere il Libro con la Verità e coloro che dissentono a proposito del Libro si allontanano nello scisma.
Coloro che nascondono parti del Libro che Allah ha fatto scendere e lo svendono a vil prezzo, si riempiranno il ventre solo di fuoco. Allah non rivolgerà loro la parola nel Giorno della Resurrezione e non li purificherà. Avranno un castigo doloroso.
Quanto a quelli che non credono, a loro non fa differenza che tu li avverta oppure no: non crederanno.
Allah ha posto un sigillo sui loro cuori e sulle loro orecchie e sui loro occhi c’è un velo; avranno un castigo immenso.
Combattete per la causa di Allah contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, ché Allah non ama coloro che eccedono.
Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell’omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti.
Se però cessano, allora Allah è perdonatore, misericordioso.
Combatteteli finché non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah. Se desistono, non ci sia ostilità, a parte contro coloro che prevaricano.
Vi è stato ordinato di combattere, anche se non lo gradite. Ebbene, è possibile che abbiate avversione per qualcosa che invece è un bene per voi, e può darsi che amiate una cosa che invece vi è nociva. Allah sa e voi non sapete.
E Allah non ne fece altro che un annuncio di gioia per voi, affinché i vostri cuori si rassicurassero, poiché la vittoria non viene che da Allah, l’Eccelso, il Saggio,
per fare a pezzi una parte di quelli che furono miscredenti, per umiliarli e farli ritornare sconfitti.
O Profeta, di’ alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli, così da essere riconosciute e non essere molestate.
Non sono eguali i credenti che rimangono nelle loro case (eccetto coloro che sono malati) e coloro che lottano con la loro vita e i loro beni per la causa di Allah. A questi Allah ha dato eccellenza su coloro che rimangono nelle loro case e una ricompensa immensa: gradi [di eccellenza che provengono] da Lui, perdono e misericordia, poiché Allah è perdonatore, misericordioso.
O Profeta, incita i credenti alla lotta. Venti di voi, pazienti, ne domineranno duecento e cento di voi avranno il sopravvento su mille miscredenti. Ché in verità è gente che nulla comprende.
Ora Allah vi ha alleggerito [l’ordine], Egli conosce l’inadeguatezza che è in voi. Cento di voi, perseveranti, ne domineranno duecento; e se sono mille, con il permesso di Allah, avranno il sopravvento su duemila. Allah è con coloro che perseverano.
Ripeto, ognuno ne tragga le conclusioni che vuole. Avrei preferito leggere libri più belli e interessanti, ma ogni tanto bisogna cercare di informarsi un attimo.

ALTRO

Zoom gennaio 1981

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Robert Doisneau mi ha portato proprio ora il suo nuovo libro: un magnifico regalo. È arrivato e se ne è andato subito, timido, sorridente, timoroso di disturbare. Dopo averlo letto e sfogliato per due ore, ho di nuovo voglia di fare un mucchio di belle cose.
(Jeanloup Sieff)

A un mercatino ho trovato un po’ di numeri vecchi di Zoom, una delle riviste più belle di fotografia, e ne ho comprati una ventina a poco prezzo. Che meraviglia.


Straight Outta Oxnard: Anderson .Paak Talks Working With Dr. Dre on ‘Compton’

There’s no rules except to stay true to yourself and believe in that, and you will get to the right people—and when that time comes, you better fucking execute. I felt like I prepared myself for that, because I knew I would eventually get in the room with these people. I could always envision being in the room with people like Dre and Pharrell.
Anderson .Paak è un rapper/cantante che è onnipresente nell’ultimo album di Dre, Compton (che consiglio e stra-consiglio).

Quest’intervista è molto interessante per chi vuole conoscere meglio Anderson Paak, conosciuto da pochi prima dell’album di Dre.


Still Sleepwalking Toward Armageddon
(podcast di Sam Harris)

Dura mezzoretta, consigliato per chi vuole capire qualcosa (non tutto che tutto è impossibile) sugli attentati di Parigi.


Matteo Pezzi