Non sono un tipo che piange spesso guardando film o serie tv (un po’ mi dispiace, forse se lo fossi me li godrei di più), ma non mi vergogno ad averlo fatto, a più riprese, guardando le ultime due puntate di Mad Men.

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È una serie tv ideata da Matthew Weiner (ha scritto per i Soprano), conclusasi l’altro giorno.

A mio modesto parere supera di gran lunga per intensità, qualità, scrittura, eccetera eccetera, qualsiasi film, serie, sit-com, programma, insomma, qualsiasi cosa mai trasmessa in formato video.

Lo so, è un’affermazione pesante, ma è esattamente quello che penso.

L’ho scoperta per caso un paio d’anni fa, e da lì sono entrato nel tunnel. In attesa della stagione finale trasmessa negli ultimi due mesi, ho guardato, riguardato e riguardato ancora tutte le puntate precedenti.
In Italia purtroppo non è molto diffusa, principalmente per il doppiaggio non esaltante.

Ho passato gli ultimi due anni a diffondere il verbo e cercare di convincere tutti i miei amici a guardarla, con risultati non esaltanti: il motivo principale è che è praticamente impossibile spiegare perché Mad Men sia così speciale senza spoilerare niente.
Tutto quello che posso dire è circa: “È una serie tv che parla di un’agenzia pubblicitaria di New York negli anni ’60 e dei personaggi che le gravitano attorno, a partire dal carismatico, talentuoso e misterioso Donald Draper, creative director.”
Non granché vero?
Eppure non posso fare di meglio: potrei farlo anticipandoti un fatto che ti terrebbe incollato allo schermo, ma non voglio rovinarti la sopresa. Credimi sulla parola.
E no, Matthew Weiner non mi paga per tutta la pubblicità che faccio a Mad Men: se lo facesse sarei miliardario. Certo, ci sono tanti premi (link al capitolo Wikipedia sui riconoscimenti, una volta aperta non scorrere la pagina se vuoi evitare spoiler) e l’entusiasmo della critica a darmi un po’ di ragione.

In Italia non si può guardarla dal sito ufficiale, per cui le alternative sono o comprare i dvd oppure guardarla in streaming: so che è illegale ma qui siamo tra amici.

Consiglio di guardarla in inglese, perché doppiata perde tanto: meglio inglese coi sottotitoli che doppiata in italiano. Ovviamente meglio ancora solo in inglese, così si ha tempo per apprezzare in pieno tutte le varie finezze a livello di fotografia e inquadrature.

Sono 7 stagioni, ognuna da 13 episodi di 50 minuti circa (tranne la settima che ne ha 14): la cosa incredibile è che a mio parere gli ultimi due episodi sono tra i più belli in assoluto, se non i più belli. Non è facile mantenere così alta e costante la qualità per 92 episodi spalmati in 8 anni.

Due avvertenze prima di guardarla:

  • non giudicare i personaggi
  • guarda 3/4 puntate prima di dire “non mi piace”. I primi episodi servono a definire bene le varie situazioni e introdurre il primo grosso colpo di scena, dopo il quale sarai definitivamente catturato

Fine della pubblicità gratuita a Mad Men da uno dei suoi fan più sfegatati e disperati per la sua fine. Corro a riguardarmi la prima serie.

Matteo

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