Aggiornamento 7/7/2017

(preavviso: questa recensione è di più di due anni fa, ma qui e là ci ho aggiunto varie note, tutte con relativa data)

Intanto, se stai leggendo questa recensione, grazie. Per qualche strano motivo è sempre la prima o la seconda su Google, e a oggi ha quasi 14mila visualizzazioni: grazie!

In tanti stanno iniziando a chiedermi quando recensirò la X100F, e la risposta è… Quando potrò permettermela o quando qualcuno me la regala 🙂

Scherzi a parte, Fuji non mi paga né mi ha fornito la fotocamera per questa recensione (anzi, io ho pagato Fuji, due volte, come spiego più avanti), e quella recensita è la mia fotocamera personale. La prima volta che ho messo le mani su una X100T è stato ottobre 2014: era una gran macchina allora, lo rimane oggi alla stessa maniera.

Sicuramente la F è meglio, e la vorrei anche solo per la ghiera degli iso, ma la mia T funziona ancora benissimo (appena superati i 50k scatti, che sommati ai 15k della mia prima T fanno 65k foto in 29 mesi), quest’anno devo cambiare computer, ho appena comprato un’altra Canon 6d, e la vita a Parigi per quanto la adori è comunque cara.

Ok tutta questa pappardella per dire che quest’anno sto cercando di prendere decisioni più razionali di quanto mi sia accaduto in passato. Ho preso un’altra 6d perché ho appena aperto l’equivalente della partita iva in Francia: avere due corpi identici che condividano batterie pulsanti ottiche eccetera mi fa stare tranquillo.
Non faccio video, per me la 6d rimane una macchina favolosa. Non faccio nemmeno foto sportive o naturalistiche, vorrei solo un sincro flash più alto e buonanotte. Ma già il fatto di poterci montare questa ottica qui mi farà restare in orbita Canon credo per sempre (ho provato le Sony e le trovo orribili). Avevo valutato di affiancare una nuova 6d Mark II alla mia vecchia, ma nella nuova Canon non ha previsto la possibilità di cambiare lo schermino di messa a fuoco, rendendo impossibile la messa a fuoco manuale precisa con ottiche più luminose di f/2,8. Ok, fine dello sfogo, ma ‘ste cose mi fanno imbestialire.

Detto questo, se sei qui è per leggere della X100T, perciò, se non te ne sei andato, buona lettura. 

***

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Ho venduto la mia amata Canon 5d Mark II per passare a questa piccolina.

raw+lr

raw+lr

Sin dal lancio della X100 originale, tutti ne hanno sempre parlato benissimo. Io invece pensavo:

La solita cagata da hipster.

Quando ho visto che anche gente come David Hobby ne era innamorato (la recensione parla della seconda serie, la S), ho iniziato a pensare che FORSE ero un po’ prevenuto, ma forse, eh).

Pian piano la “cagata da hipster” si è trasformata in un “uh, ehm, beh, perché no”. Le recensioni su internet e la voglia di andare in giro con qualcosa di più leggero hanno fatto il resto.

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Carlotta (Paris), jpg

A inizio dicembre 2014 mi sono deciso: ho venduto la 5d e ho ordinato la Fuji X100T. Nera, perché mi piace di più e dà meno nell’occhio.

Sono talmente felice della mia Fuji che mi ci sono anche fatto scattare una foto da bimbominkia.

Sono talmente felice della mia Fuji che mi ci sono anche fatto scattare una foto da bimbominkia.

Non sono passato del tutto a Fuji. Ho sempre la 6d col mio corredo di obiettivi. Mi ha tentato l’idea di passare a Fuji del tutto, ma ho resistito e desistito a causa del Canon 85mm (recensione).

Se stai leggendo questa recensione sai già cos’è questa Fuji quindi non ci perdo tanto tempo: una compatta con sensore aps-c e ottica fissa non intercambiabile 23mm f/2 (equivalente 35mm). Una macchina unica nel suo genere che, usandola è difficile affermare il contrario, merita il successo incredibile che sta avendo. Costa tanto solo perché vale tanto.

Brava Fuji!

raw+lr

raw+lr

Aggiornamento 25/11/2015

In primavera avevo venduto la x100 perché ho avuto l’occasione di realizzare un mio vecchio sogno, la Leica M9. Il sogno però si è infranto e quindi mi sono ripreso una x100T (grigia stavolta), apprezzandola se possibile ancora di più.

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**

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In questa recensione ci sono un bel po’ di foto: quelle con scritto “jpeg” sono jpeg non elaborati così come sono usciti dalla fotocamera, quelle con scritto “raw+lr” sono raw elaborati con Lightroom.

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Campiano, jpeg

Prima della recensione, nella quale ci saranno tanti riferimenti a 5d e 6d perché sono le macchine che ho usato di più, velocemente un po’ di pro e contro.

PRO

  • piccola, leggera
  • bella
  • qualità d’immagine
  • bilanciamento del bianco automatico spettacolare
  • flash quasi perfetto
  • gamma dinamica
  • gestione alti iso e tre modalità iso auto programmabili
  • jpeg ottimi a iso bassi
  • comandi fisici
  • messa a fuoco manuale “tarocca” e semiautomatica (vedi più avanti)
  • capacità macro
  • tasti riprogrammabili
  • menu Q programmabile
  • mirino elettronico
  • non rischi di sporcare il sensore
  • non ti fa venire voglia di spendere soldi in obiettivi
  • ti fa venire voglia di andare in giro a fare più foto e meno seghe mentali

CONTRO

  • durata batteria ridicola
  • messa a fuoco (sia manuale che automatica) non intuitive e da impostare bene
  • caricabatterie lento e fatto male
  • la batteria si monta al contrario
  • menu fatto male (copiatelo da quello Canon che è perfetto)
  • la cinghia non mi piace
  • riduzione del rumore in jpeg non removibile

Costruzione

Iniziamo col dire che è bellissima. Il design è copiato ispirato a quello della Leica M3, ottima scelta.

È talmente bella che la uso negli shooting come accessorio per le ragazze.

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Tenerla in mano è strano, al collo ancor di più: per chi è abituato alla reflex sembra di non avere niente addosso. Pesa circa 450grammi, cioè niente.

Ancora più incredibile è il poterla mettere nella tasca del cappotto (non in quelle dei jeans). Negli ultimi anni sono sempre andato in giro con reflex e borsa per almeno la macchina con l’obiettivo, ora mi sento nudo.

Due foto a confronto con la 6d e l’85mm per far vedere quanto è piccola.

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La sensazione di solidità è eccellente, è tutto metallo e le ghiere coi comandi sono molto belle.

Non c’è la ghiera delle modalità (a proposito, non esiste quella automatica), si fa tutto con quelle di tempi e diaframmi (tutte e due hanno oltre ai vari valori una “A” che serve per attivare o la proprità di tempi o di diaframmi): è comodo per lavorare in manuale.

L’obiettivo ha la lente frontale che è molto esposta e si muove con la messa a fuoco: se la rovini è da buttare anche la macchina perciò vale la pena metterci un filtro.
Siccome la lente si muove, toccherebbe il filtro: ci va quindi un distanziale di qualche tipo.
La cosa più comoda è prendere il kit con paraluce, che fornisce anche il distanziale: quello originale Fuji costa tipo 80€, ce n’è uno della JJC che ne costa poco più di 20 ed è fatto bene uguale.
Io ho preso quello, argento anche se la mia Fuji è nera, perché mi piaceva: uso solo l’adattatore, dato che il paraluce renderebbe la macchina troppo grande e la Fuji resiste bene al flare: se proprio sono in situazioni estreme mi faccio ombra con la mano, tanto la x100 è minuscola.
Sopra l’adattatore ho montatato un filtro UV.

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Aggiornamento 25/11/2015

Spulciando in rete ho copiato un trucco: se come me non si usa il paraluce, c’è un’alternativa ancora più economica al comprare il kit paraluce per usare solo l’adattatore.

Si prende un filtro 49mm da due soldi (meglio se non ultra-slim), gli si toglie il vetro, lo si monta sul filetto, e si monta il filtro vero sul filtro vuoto (a rovescio, ma non cambia niente. Voilà!

Così facendo il tappo non si monta più, ma d’altra parte non serve nemmeno più.

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Ho preso usata da un mio amico la custodia originale, comoda e robusta, posso buttare la macchina nello zaino in mezzo a chiavi e cose varie senza pensarci su. È bella anche aperta, e più comoda da impugnare. Acquistata nuova costa in genere tra i 70 e gli 80€.

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Aggiornamento 7/7/2017

Ho smesso di usarla con la custodia. Alla fine mi piacciono i segni d’uso (forse sto diventando hipster), e senza si fa prima a cambiare batteria, togliere la scheda, è più piccola, eccetera… Metto la custodia intera solo se devo tenerla in una borsa non fotografica per lunghi viaggi. Per la vita di tutti i giorni la borsa che uso e consiglio a tutti è questa Billingham. Un investimento più che una spesa. Qui qualche foto per mostrare come si riduce una X100T usata tutti i giorni per quasi due anni. Funziona ancora perfettamente.

Aggiornamento 7/4/2016

Usate il filtro! Non lo raccomanderò mai abbastanza. Un signore per strada mi ha urtato e mi ha fatto scivolare la macchina dalla spalla, è caduta e ha sbattuto la parte frontale della lente, fortunatamente avevo il filtro e si è rotto solo quello. Senza filtro avrei probabilmente rovinato l’obiettivo, e quindi la macchina.
Non ha senso non usarlo.

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***

Mi piace invece che non potendo rimuovere l’obiettivo, non puoi nemmeno sporcare il sensore: per un paranoico come me è una gran cosa!

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Campiano, raw+lr

Altra cosa ottima: puoi riprogrammare praticamente tutti i pulsanti.

Cosa stupida: non ha le frecce oblique. Non capisco il perché: una freccia obliqua è esattamente il doppio più veloce perché fai un movimento solo al posto di due (un miglioramento più grande di qualsiasi aggiornamento firmware).

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Il carica batterie originale è pessimo: ha un pezzettino che si monta a parte ed è meglio fissarlo con dello scotch se no rischia di andare perso: la cosa peggiore però è che è lento, e non ha un’indicatore di carica per dirti più o meno a che livello sei come il Canon coi lampeggi.

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Ha un led verde acceso mentre carica, che si spegne quando la batteria è pronta: da che mondo è mondo il verde vuol dire via libera e il rosso che è in carica, ma alla Fuji fanno a modo loro.

La batteria è piccola ma si infila anche a rovescio! Due tre volte mi è capitato e pensavo che la macchina si fosse rotta. Fuji, perché? Ah, e quelle originali ovviamente costano un capitale. Io ho preso il kit con due batteria Patona, un caricabatterie da muro e uno da auto, il tutto a 29€.

Il caricabatterie è più piccolo dell’originale e ha gli indicatori sensati, e le batterie durano un pelo meno delle originali costando praticamente niente. La x100 può essere caricata anche via usb ma non ne ho mai avuto la necessità.

Aggiornamento 25/11/2015

Ho iniziato invece a usare molto questa funzione. Non so come ho fatto a vivere fino a poco tempo fa senza il caricatore Anker usb da sei prese ma da quando ce l’ho mi ha cambiato, velocizzato e semplificato la vita.

Carico contemporaneamente iPhone, e-reader, tablet, lettore mp3, x100. Se dopo una giornata di scatti ho più di una batteria da caricare uso il caricabatterie originale, quello Patona e attacco la Fuji all’usb. Così riesco a caricare tre batterie contemporaneamente.

Aggiornamento 7/7/2017

La durata della batteria già in partenza era bassa tendente al ridicolo, ma circa verso 35mila scatti la mia batteria originale è praticamente crollata e con una carica e mirino elettronico arrivavo forse a 210/220 scatti. Forse. Ho smesso di usarla, ora uso solo le 4 Patona che ho, e tengo l’originale come quinta batteria. Per quello che costa l’originale dovrebbe durare 1000 scatti per carica e almeno 100milioni di scatti in totale, ma la realtà è parecchio diversa. Preferirei togliere il mirino ottico e occupare tutto il posto risparmiato con una batteria più grande.

IL MIRINO

Il mirino è sia elettronico che ottico, e si regola con la levettina a portata di indice.
Girandola a destra si passa da elettronico a ottico e viceversa, girandola a sinistra se si è nell’elettronico non succede nulla, se si è in quello ottico si attiva una cornicina elettronica che ingrandisce il punto di messa a fuoco per una messa a fuoco più accurata.
Molto figo, ma non lo uso mai, anche perché mi occupa l’angolo sinistro dell’inquadratura e preferisco vedere cosa c’è lì (tanto la messa a fuoco manuale con questa Fuji è praticamente inutile, vedi più avanti).

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Uso solo il mirino elettronico, che funziona benissimo. Gli unici vantaggi dell’ottico sono il risparmio di batteria e il poter vedere fuori dall’inquadratura, a mio parere.

Ma ha dei difetti che mi danno fastidio e mi fanno preferire l’elettronico:

  • non fa vedere la profondità di campo
  • la copertura non è precisa al 100%: quando voglio inquadrature molto precise (specie se voglio posizionare delle linee negli angoli) uso sempre quello elettronico
  • a distanze di messa a fuoco brevi la cornice inizia a spostarsi per compensare l’errore di parallasse: meglio una cornice mobile che fissa, ma quando si muove mi dà fastidio e passo a quello elettronico
  • quando si vuole impostare qualcosa o vedere le foto, passa in modalità elettronica, ma ha un attimo di lag che è fastidioso

Cosa mi piace di quello elettronico:

  • è fluido e non fa rimpiangere quello ottico
  • vede di notte, sembra di avere gli occhiali infrarossi dei film
  • copertura al 100%
  • possiamo fare i fighetti quanto ci pare, ma vedere nel mirino l’esposizione effettiva della scena e l’effetto delle varie impostazioni di colore (compreso il bianco e nero) in diretta è comodo!
  • è più veloce nell’utilizzo dei menu e nella revisione delle foto

Cosa non mi piace di quello elettronico:

  • in condizioni di luminosità estreme (= buio) ha qualche lag, ma è bene sottolineare che sono condizioni in cui un mirino ottico è totalmente inutilizzabile. Piuttosto che niente, meglio piuttosto
  • se si attiva la modalità macro (più avanti spiego perché a mio parere è inutile) non si può tornare a quello ottico senza disattivarla. Se si prova uscire dal mirino elettronico non succede niente: c’è il classico simbolino del fiore sia nel mirino che nello schermo ma può sfuggire. Il primo giorno mi è successa questa cosa e credevo di averla già rotta, attimi di panico. Per ovviare a questo inconveniente basta non usare la modalità macro (dopo spiego come), e non assegnarla a nessun tasto riprogrammabile per non rischiare di attivarla inavvertitamente.

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Aggiornamento 25/11/2015

Dopo un anno confermo, il mirino ottico non lo uso. Se vendessero una x100 solo col mirino elettronico anche solo a 50€ in meno mi sarei preso quella.

L’OBIETTIVO

 Non ho mai avuto un 35mm fisso, eccetto una breve e sfortunata esperienza con un Samyang 35mm f/1.4 difettoso. La cosa più vicina, nel modus operandi (un po’ di latino fa sempre figo) all’ottica di questa X100 è il Canon 28mm f/2.8 che usavo sulla mia storica 450d.

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Otticamente è molto buono.

Prima di prenderla ero titubante per il fattore aps-c, ma per il tipo di macchina è più comoda così. C’è più profondità di campo, e per il 99% delle situazioni in cui uso va meglio. La storia del “full-frame che tiene meglio gli alti iso” è acqua passata: la X100 va benissimo e gli iso  non sono una cosa di cui mi fa preoccupare questa macchinetta.

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raw+lr

La luminosità è ok, f/2 non è f/1.2 ma va comunque bene. Il bokeh ovviamente non è invasivo a 23mm, ma permette di isolare il soggetto dolcemente (da vicino).

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Il vero difetto per me è l’assenza della scala delle distanze sull’obiettivo (c’è dentro al mirino ma non è la stessa cosa). Il motivo è che la ghiera di messa a fuoco non è meccanica ma elettronica: all’inizio è stranissima e mi aveva lasciato un po’ così, poi mi ci sono abituato e non ci faccio più caso. Girando la ghiera si scorrono le foto in visione (e girarla è l’unico modo per scorrere tra le foto mentre sono zoomate).

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L’altro appunto che mi sento di fare, così per rompere le palle, è che le alette che servono per girare la ghiera dei diaframmi sono un po’ scomode, ma probabilmente era l’unico modo per distinguerla da quella di  messa a fuoco e mantenere le dimensioni così compatte.

Ah è vero, non l’avevo ancora detto: l’obiettivo è MINUSCOLO. Fantastico. Per il resto è nitido, distorce poco, grazie alle correzioni interne della macchina (presenti anche in Lightroom), eccetera eccetera. Un gioiellino.

Ci sono gli adattatori per farlo diventare un 28 o un 50 (equivalenti su ff) ma per me snaturano un po’ lo spirito della macchina e non li ho presi anche perché né 28 né 50 sono le mie focali preferite.

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Aggiornamento 7/4/2016

Ovviamente ho cambiato idea. Più si impara a fotografare, più si va verso i 28mm, è un percorso piuttosto comune.

Ecco perché ho deciso di vendere un po’ di roba che non usavo e comprare la lente di conversione WCL-X100.

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Non è altro che un’estensione che si avvita sul filetto del filtro, e trasforma la focale in un circa 19mm (28mm equivalente).
Il WCL non altera né la qualità d’immagine, né la velocità di messa a fuoco, né l’apertura: per questo il prezzo (tra i 250 e i 300€) per me è più che onesto.

La scatola è bellissima, specie l’interno, c’è un sacchettino in cui riporlo se lo si vuole smontare, anche se il tappo posteriore è, diciamo così, un po’ posticcio. È disponibile sia in nero che argento.

Con il WCL la x100 perde un po’ di portabilità (non sta più in tasca, ed è più difficile da nascondere sotto al giubbotto), ma il peso (129g) rimane praticamente lo stesso.
Esteticamente a me piace, ma son gusti.
Non si riesce più a montare la parte anteriore della custodia Fuji però.
Il filetto del filtro è sempre da 49mm, è incluso un tappo, e chi lo usa può montare lo stesso paraluce che si usa sulla x100 nuda.

Non c’è nulla da dire sulla qualità d’immagine, perché rimane identica: se ci sono differenze, non sono percettibili. Se si vuole un fisso 28mm equivalente per una fuji, è la scelta migliore: la maggior parte delle recensioni concordano nell’affermare che il WCl si comporta meglio che il Fuji 18mm per le Fuji a ottica intercambiabile. Non posso dire niente in prima persona perché non l’ho mai provato.
Anche la distanza minima di messa a fuoco rimane identica.

Col WCL montato il mirino ottico ha ancora meno senso, perché l’obiettivo ne blocca una parte grande e la cornice è praticamente grande come il mirino: uso solo quello elettronico.
Per attivare le correzioni della distorsione sui jpg (e la focale giusta negli exif) bisogna segnalare alla macchina che il WCL è montato dall’apposita voce nel menu: le correzioni non si applicano ai raw. Preferisco i raw perché la correzione taglia abbastanza, e la distorsione non è eccessiva. Per vedere quanto taglia, si veda l’esempio qui sotto raw VS jpg.

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jpg

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28mm è una focale un po’ meno paracula di 35m, ma per me più affascinante. È anche più comoda da usare in iperfocale, con un 19mm a diaframmi chiusi hai praticamente sempre tutto a fuoco.

Da quando ho preso il WCL, non l’ho ancora smontato, e dubito che lo farò.
Per chi volesse tutte le mie foto scattate con il WCL, anche quelle successive a questa recensione, basta cliccare qui.

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Aggiornamento 7/7/2017

Ovviamente eccomi pronto a contraddirmi.
Sono 3 mesi che la uso senza WCL, ultimamente vado meglio a 35mm, la macchina è più piccola, la metto dappertutto… Magari cambio idea ancora. Probabile.

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Sul campo

Ci sono talmente tante cose positive da dire che non so dove cominciare, perciò vado in ordine sparso.

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La prima è che per chi scatta in raw e usa Lightroom all’inizio potrebbero esserci momenti amari, in quanto il file va elaborato in modo diverso da quello ad esempio di Canon: in questo post è spiegato nei dettagli come fare per non avere raw peggio dei jpeg (ciò che succede elaborando i file col metodo classico!).

Aggiornamento 25/11/2015

Una scocciatura è che, diversamente da Canon, non si possono impostare i raw piccoli e medi: non sempre mi servono 16MP, e occupare memoria, rallentare il computer e la fotocamera per niente è una scocciatura.

Ho fatto l’abbonamento alla suite Adobe CC con Lightroom e Photoshop, e ho notato che il nuovo Lightroom gestisce i raw Fuji molto meglio del 5.7 che usavo prima.

Aggiornamento 7/4/2016

Per i BN, consiglio di impostare la simulazione Classic Chrome di Lightroom e poi convertire in BN: sono molto belli.

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Questa macchina è totalmente silenziosa. Non è che fa poco rumore: non fa rumore. Zero. Se imposti come ho fatto la visualizzazione delle foto e dei menu nel mirino puoi fotografare tipo a teatro senza fare rumore e senza illuminare niente con l’LCD. Per non parlare delle foto in strada… Fantastica.

L’unico rumore un po’ fastidioso è un bzz all’accensione che fa tanto compatta… Ma ci si abitua, e si sente solo con l’orecchio attaccato alla fotocamera.

Aggiornamento 7/4/2016

Se proprio anche il minimo rumore che fa scattando con l’otturatore meccanico dà fastidio (è impercettibile comunque), basta impostare l’otturatore elettronico e sparisce qualsiasi “rumore”.

Aggiornamento 25/11/2015

Ho notato che per come è strutturata la macchina non mi viene istintivo cercare scatti in verticale, e scatto praticamente solo in orizzontale. Qui un’eccezione.

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L’altra cosa ai limiti dell’impossibile è il bilanciamento del bianco.

Sono abituato a quello Canon che fa schifo: sulla 6d lo tengo in automatico quando scatto in raw, ma se scatto in jpeg me lo setto io perché l’automatico non ci prende mai.

Questa Fuji invece è quasi ridicola da quanto è intelligente. Puoi metterla nella scena più incasinata, con led, neon, finestre aperte, flash, luci varie… E lei ci prenderà, sempre. È quasi fastidioso. L’unico motivo per usare il bilanciamento del bianco manuale è quando  vuoi intenzionalmente scaldare o raffreddare la scena. Se la vuoi giusta lei è più intelligente di te: fine della storia.

Anche mentre usi il flash: bilancia troppo bene.

Qualche foto di esempio.

Questa dentro il Sacro Cuore a Parigi: luci basse e incasinate >> wb perfetto.

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Paris, jpeg

Flash + luci del ristorante + finestroni aperti a destra >> wb perfetto.

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Luci della metro + flash >> wb perfetto.

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Luci dentro al Louvre + finestre >> wb  perfetto.

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Louvre, jpeg

Altra cosa comoda, scattare in formato quadrato. Si può in jpeg, in raw no (un po’ scomodo perché se sai già che taglierai in quadrato occupi memoria inutilmente). Se si seleziona solo raw nel mirino si vedrà la foto in 2:3, il trucco per vederla quadrata è impostare raw+jpeg.
Nella 6d il formato quadrato è utilizzabile solo in live view.

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Paris, jpeg

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Gli iso base sono 200 e non 100, e la sensibilità massima in raw è 6400. In jpeg si può espandere da 100 a 51200. Inutili, perché la riduzione del rumore non è disattivabile e già da iso 1600 inizia a fare quell’effetto bambola che non è granché bello.

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jpeg, iso 5000

Gli iso bassi a 200 anche in piena luce non sono un problema perché la macchina dispone di un filtro ND in camera attivabile con 2 click. Funzione comoda anche per scattare col flash in piena luce, come spiega David Hobby in questo post.

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Aggiornamento 7/4/2016

A proposito di flash, la x100 funziona benissimo usando i miei Canon 430 EX II in remoto grazie ai trigger Yongnuo RF603CII da 30€, modello per Canon. Unica raccomandazione, la slitta sembra più stretta di quella Canon, perciò se si avvita il trigger a volte può essere noioso da rimuovere. Io semplicemente lo infilo, ed è molto saldo.

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Scegliere gli iso non è velocissimo perché bisogna spingere il tasto fn di fianco al tasto di scatto (io l’ho impostato così, credo anche il 99% del resto del mondo), selezionare gli iso con la ghiera o le frecce, e poi spingere set o premere a metà il pulsante di scatto per “abilitarli”: con la Canon una volta che ho scelto gli iso sono già pronto a scattare.

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Aggiornamento 25/11/2015

Copiando dalla M9 con cui mi ero trovato bene a livello di ergonomia, ho settato anche il tasto “cestina” a sinistra per regolare gli iso, oltre a quello fn. Li uso tutti e due.

Aggiornamento 07/04/2016

La nuova X-Pro 2 ha la ghiera degli iso integrata in quella dei tempi di scatto: averla così nella x100 sarebbe fantastico.

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Aggiornamento 7/7/2017

Non mi sento un profeta per aver previsto la ghiera della X-pro2 sulla nuova X100F, è semplicemente un altro segno di come Fuji ascolti i suoi clienti.
Comunque, ho impostato le freccie su e giù per impostare gli iso, sono ancora più veloci del pulsante fn. Ma mai veloci quanto una ghiera dedicata, o quanto la selezione iso di una Canon qualsiasi.

***

Stessa cosa per il punto di messa a fuoco: a parte che come già detto farebbero molto comodo le frecce diagonali, anche usando quelle normali una volta giunti sul punto di messa a fuoco non si è pronti a scattare ma bisogna premere set o il pulsante di scatto a metà. Un click in più, niente di che, ma fastidioso: magari si può ovviare con un firmware?

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L’esposimetro è scomodo da usare in spot (la modalità che uso quasi sempre nella 6d), perciò lo tengo in valutativa. È molto preciso, più del Canon: e anche se non dovesse scegliere l’esposizione giusta, vedendo l’anteprima nel mirino elettronico è facilissimo corregerla con la ghiera in alto a destra. È quasi impossibile sbagliare l’esposizione con la x100. In ogni caso io la uso quasi sempre in manuale esponendo a occhio, da qualche mese ho iniziato ad allenarmi (in fondo una volta si faceva così) e il mio “esposimetro” interno sta diventando sorprendentemente preciso, senza contare la soddisfazione personale nel battezzare la scena e scattare. La uso in pratica come una Leica M4 con pellicola 400asa: iso 400 fissi (il rumore è trascurabile, li alzo solo con poca luce), focale 35mm, ghiere esterne per tempi e diaframmi, niente esposimetro.

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In jpeg le varie impostazioni di colori sono in teoria simulazioni delle mitiche pellicole Fuji: Velvia, Provia, Classic Chrome… Non avendole mai usate non so se siano fedeli, comunque di base in jpeg io scatto con la Classic Chrome e la saturazione a -2.

jpeg, classic chrome

Ponte nuovo, jpeg, classic chrome

jpeg, classich crome

Paris, jpeg, classic chrome

jpeg, classic chrome (bellissimi i blu)

jpeg, classic chrome (bellissimi i blu)

jpeg, velvia

Campiano, jpeg, velvia

La cosa che funziona bene da far schifo nella x100 è il flash. Impostandolo con l’esposizione (del flash) a -2/3, ci prende sempre. Sia scattando a priorità di diaframmi che in manuale. Incredibile. In tutte le condizioni di luce. Ottimo per le foto di gruppo.

jpeg, flash -2/3ev

jpeg, flash -2/3ev

Alcuni dicono che sia simile alle Leica. Beh, è una cazzata. Al di là delle dimensioni e della discrezione, il modus operandi del telemetro è diversissimo da quello di questa Fuji. Se volete una Leica a basso costo, NON è la x100 la soluzione. Forse non esiste la soluzione.

Aggiornamento 25/11/2015

Confermo, non c’entrano niente l’una con l’altra, nel bene e nel male.

La Leica ha più fascino, nella sua stupidità risulta più semplice e quindi intelligente, è full-frame, ha dei file magnifici (anche la Fuji, ma sono diversi), costa 5 volte tanto, ha messa a fuoco solo manuale, non ha flash, fa le bizze con alcune sd, è più grande, pesante, e delicata (il telemetro è da ritarare ogni tanto), il mirino è impreciso (che meraviglia che è la copertura 100% della x100, dopo aver usato la Leica).

Non è nemmeno una macchina per neofiti: quando qualcuno mi chiede se questa potrebbe essere una buona prima macchina la mia risposta è no. Troppo complicata, e a meno che uno non sia davvero determinato a imparare i rudimenti della fotografia, frustrante.

Il menù è fatto male, ha pochi automatismi, tantissime funzioni.

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Come la imposto

Come dicevo due righe fa, il menu è stupido e fatto male: non al livello demenziale di quelli Nikon, ma comunque non paragonabile a quello Canon.

menu che ti chiedi PERCHÉ??

menu che ti chiedi PERCHÉ??

menu fatto con criterio (6d)

menu fatto con criterio (6d)

La navigazione non è intuitiva, e anche la disposizione delle varie schede spesso non molto sensata.

Messa a fuoco

La messa a fuoco ha tre modalità selezionabili dal selettore sul lato sinistro della macchina:

  • M: manuale (in teoria)
  • C: continua, mai usata
  • S: automatica singola

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Nel 90% dei casi la tengo in M, solo perché questo mi permette di usare il tasto AEL/AFL per mettere a fuoco nel punto selezionato (come faccio sulla Canon, non mi trovo bene con la messa a fuoco sul pulsante di scatto).
Scelgo il punto di messa a fuoco con le frecce (quasi sempre uso il centrale e ricompongo, di pdc ce n’è in abbondanza a distanze ragionevoli), premo AEL/AFL per la messa a fuoco (piuttosto veloce), e scatto.

Il vantaggio è che in M si possono scattare foto a distanze ravvicinate senza attivare la modalità macro (procedura obbligatoria in S, e che inibisce il mirino ottico).

Ci sono vari metodi per facilitare la messa a fuoco manuale: il focus peaking non mi piace tanto perché con la pdc elevata della x100 spesso indica tutto a fuoco anche quando non lo è. Io uso o l’ingrandimento del punto di messa a fuoco mentre si focheggia (preciso, ma scomodo perché perdi di vista l’inquadratura) o più spesso la simulazione del telemetro (niente a che vedere con un telemetro vero, ok, ma per me la migliore qui).

Aggiornamento 7/4/2016

Piccolo trick: quando si è in MF, per variare la modalità di aiuto MF (standard-finto telemetro-focus peaking) basta tenere premuta la ghiera di fianco al tasto drive.

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In ogni caso non uso quasi mai la messa a fuoco manuale effettiva: imposto M e poi metto a fuoco con AEL/AFL (foto di seguito per impostarla).

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In S invece ho impostato una modalità un po’ bimbominkia che però funziona sorprendentemente bene: il riconoscimento dei volti. Lo si imposta dalla prima voce del menu, e anche con poca luce funziona velocemente e bene. Molto comodo per foto di gruppo e simili.

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Altro

Cosa fondamentale è impostare lo spegnimento della macchina dopo poco: il selettore on/off è leggerissimo e si sposta sempre nella borsa (ogni volta che la tiro fuori è su on). Per evitare di scaricare la batteria ogni volta che la si ripone in borsa, bisogna fare così (per rimetterla in moto basta spegnere e riaccendere).

La schermata Q è comodissima: la si può impostare a piacimento (ecco qualcosa che Canon dovrebbe copiare da Fuji). È il salvavita per non accedere mai al menu. Qui come l’ho impostata io.

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I tasti sono praticamente tutti riprogrammabili: fn sulla calotta superiore l’ho settato per gestire gli iso, fn sul dorso per cambiare simulazione pellicola, il tasto “cestina” in modalità di scatto gestisce la lettura esposimetrica.

La gestione mirino/schermo funziona così: la macchina ha praticamente due modalità, quella di scatto e quella di riproduzione.

Per ogni modalità si può scegliere come utilizzare mirino e schermo tramite il tasto view/mode: in modalità di scatto uso “solo mirino”, in riproduzione “sens. occupato” (con la macchina in mano la foto si vede sullo schermo, se la avvicino al volto nel mirino).

Nota importante sull’lcd: non è affidabile! Impostando la luminosità massima il mirino è perfetto (quello che mi interessa, perché le foto le scatto da lì), ma quando si vanno a visualizzare sullo schermo la luminosità e sparata in alto di uno stop abbondante, con tutti le luci bruciate. Se invece si guarda la foto nel mirino (come mi sono abitutato a fare), tutto perfetto. Lo schermo in sostanza è utile solo per giudicare senza pretese la composizione: per l’esposizione è totalmente sballato.

Aggiornamento 7/7/2017

Non ho più pensato all’Lcd, ma qualche mese fa mi ci sono messo d’impegno, ho perso mezz’oretta e provato tutte le combinazioni di impostazioni possibili immaginabili. Ne ho trovato una che sembra affidabile, sicuramente più di quella che avevo prima! Allego foto.

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Si può impostare l’otturatore elettronico per usare tempi di scatto velocissimi: siccome questo inibisce il flash, preferisco usare quello meccanico e se ho proprio bisogno di scattare a tutta apertura in piena luce attivare dal menu Q il filtro ND integrato.

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Utilizzando schede SanDisk da 30mb/s la macchina è lentissima nel registrare i raw: qualche secondo buono. Con quelle da 60 la situazione è migliore, ma non esaltante. A causa di questo ho tolto la visualizzazione automatica dell’immagine dopo lo scatto, per evitare di perdere tempo mentre lui carica l’immagine. Così posso scattare quante foto voglio senza fermarmi: l’importante è non spingere play finché il led lampeggia, se no comparirà nel mirino (o nello schermo) una fastidiosa schermata di caricamento durante la quale non si può fare nulla se non innervosirsi nell’attesa.

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Non ho mai usato la modalità video, quindi non so come sia.

Il wifi per scaricare le immagini l’ho usato sia col tablet che con l’iPhone e funziona molto bene (molto meglio di quello della 6d).

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Street e viaggi

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È la sua morte. Silenziosa, piccola. Se come me preferisci scattare senza farti notare, non c’è nulla di paragonabile a questa Fuji (nemmeno una Leica). Non c’è tanto da dire, questo capitolo era giusto una scusa per mettere un po’ di foto.

Scattando in strada il bzz di accensione è utile perché, quando dopo 2 minuti si spegne da sola, mentre sollevo la macchina all’occhio premo il tasto di scatto, sento il bzz e una piccola vibrazione e so che la macchina è pronta a scattare.

Aggiornamento 7/7/2017

Confermo, ho avuto il vero piacere di fare alcuni viaggi tipo questo solo con la x100, ed è stato meraviglioso. Zero pensieri fotografici. Zero pippe su quale obiettivo montare.

Conclusioni

La Fuji x100t è una gran fotocamera. Costa tanto solo perché vale tanto.
Non è una macchina versatile, né facile per un esordiente, ma è una macchina che è una gioia da usare (tranne per qualche difetto perdonabile), minuscola, con una qualità d’immagine impensabile fino a qualche anno fa, specie in un corpo così piccolo.
Oltretutto ha anche un gran stile.

io e la x100t

io con la x100t

Aggiornamento 7/4/2016

E per quelli preoccupati che 16MP non siano abbastanza, beh, a meno che non dobbiate stampare carte da parati o fare super crop, non serve di più. La foto qui sopra l’ho stampata 90*60 per un cliente, ed è venuta benissimo.

Più passa il tempo, più mi innamoro della x100t, meno uso la mia 6d (solo quando mi servono focali più tele). Che gioiello.

Ora un paio di autoritratti con la x100t e una foto che mi ha fatto Marco Parollo con la mia x100T:

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Aggiornamento 7/7/2017

Non ho ancora parlato di una delle cose che la X100T sa fare meglio di qualsiasi altra fotocamera che abbia mai provato: catturare ricordi.

Per ricordi intendo foto personali che non si possono/vogliono mettere in una recensione, su fb, o altrove. Foto da tenere per sé o condividere con pochi. Se cerchi una macchina per questo scopo, l’hai trovata.

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A questo link trovi tutte le foto che ho scattato con la Fuji x100t, comprese quelle successive a questa recensione.

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Galleria

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