Seguo da tempo Marco Carrara (Il Duca di Baionette) e, pur non essendo sempre d’accordo con le battaglie che porta avanti (ad esempio la scrittina “Regno d’Italia” sulla copertina, a fianco del titolo…) non posso che riconoscerne la coerenza e la tenacia nel portarle avanti.

Ce n’è però una che sono molto contento di sostenere: quella della buona editoria.Dancing-WithBears_AT_900-1200
Quando ho letto che sarebbe stato il curatore della collana Vaporteppa per Antonio Tombolini Editore sono stato molto contento, e ansioso di leggerne i primi frutti: “Gli dei di Mosca” non mi ha deluso.

Non sono particolarmente appassionato di narrativa fantastica, e proprio per questo il marchio “Vaporteppa” (o chi ci sta dietro) ha svolto da bollino di qualità.
Identità comune, selezione e cura dei prodotti dovrebbero essere l’abc per qualunque progetto editoriale se il mondo dell’editoria fosse in buona salute, ma siccome non lo è, quando si trovano questi elementi è giusto sottolinearlo: in Vaporteppa ci sono.

Spero che anche per le prossime uscite Vaporteppa continui a seguire la filosofia della qualità a scapito della quantità, del poco ma buono (e non dei poco di buono che affollano tante case editrici vecchie quindi sacre quindi intoccabili).

Unico rammarico: nelle (gradite) note di traduzione la scelta di scrivere la forma “se stesso” al posto di “sé stesso” viene motivata dicendo che siccome tanti pensano erroneamente che “sé stesso” sia sbagliato, si è scelto di non scriverlo perché altrimenti si sarebbero fatti “una cattiva idea del testo”.
Le grammatiche accettano tutte e due le forme: io preferisco quella accentata perché se messa al plurale non provoca ambiguità, al contrario di quella non accentata (“se stessi” ha due significati).

Forse l’ho fatta troppo lunga su un dettaglio come questo: sono comunque 5 stelle.
Avanti così e in bocca al lupo!

Matteo Pezzi