aggiornamento 1/1/2016
Sulle tracce del Conte non è più disponibile, è stato sostituito da Negroni cocktail. Una leggenda italiana.
Ho avuto il piacere e l’onore di bere un Negroni miscelato da Luca Picchi al Rivoire di Firenze, qui le foto.

C’è una storia nel bicchiere.

È un po’ che non scrivo recensioni di libri, ma le pagine di Sulle tracce del Conte — La vera storia del cocktail “Negroni” trasudano talmente tanta passione che è impossibile non versar loro un tributo.

Sulle traccie del conte

Il libro l’avevo scoperto per caso l’estate scorsa, ma non era disponibile in nessuna libreria: appena su amazon è tornato disponibile l’ho subito ordinato, e ne sono veramente contentissimo.

Intanto, il libro a fronte di un prezzo modesto offre una qualità “costruttiva” magnifica (è grazie a oggetti come questo che la carta non morirà mai), ed è corredato da splendide fotografie e documenti d’epoca.

Ma ancora più importante del pur bellissimo contenitore è il contenuto: il libro riporta in vita il Conte Cam(m)illo Negroni, viveur d’altri tempi che, tra il 1919 e il 1920, chiese al barman Fosco Scarselli di dare più corpo al classico Americano aggiungendogli del gin.

Dall’Americano alla maniera del Conte Negroni al Negroni e basta la storia è breve, ma non lo è quella del Conte, quella di Firenze, quella dei locali fiorentini… Quella, insomma, che descrive così bene Luca Picchi — barman fiorentino doc — tra le righe di Sulle tracce del Conte.

L’unico difetto, appunto, è che il titolo trae in inganno: si potrebbe pensare che sia semplicemente la storia del cocktail — tipo “Il Conte voleva un Americano più tosto, chiese a Fosco di aggiungergli del gin, e bevvero tutti felici e contenti” — ma è molto, molto di più: è una storia di uomini, di epoche, di sapori.

Peccato davvero che il libro sia di difficile reperibilità. Per il resto, che dire: salute!

Matteo Pezzi

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