“A Giuliano

Questo Totally Unnecessary Book, come qualsiasi cosa buona abbia scritto negli ultimi quattordici anni, non ci sarebbe mai stato senza Giuliano Ferrara, la persona che più stimo al mondo.
Aver avuto Giuliano come direttore è la fortuna più grande che mi sia capitata. Averlo come amico it’s a blessing.”

Devo ammetterlo. Mai avrei pensato di appassionarmi ad un libro che si apre con una tale dedica, ma tant’è: onore a Christian Rocca.
Sulle strade di Barney, per chi ha apprezzato La versione di Barney di Mordecai Richler (e più in generale per chi apprezza lo sfrontato scrittore canadese), è un libro da avere.

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NON LEGGETELO se non avete letto già La versione di Barney (a proposito, se non l’avete ancora fatto, fatelo), perché cita (e svela) alcuni passaggi di quest’ultimo, e poi in fondo è una sorta di dietro le quinte: si va a curiosare solo dopo aver visto lo spettacolo.

Rocca, assieme alla redazione de Il foglio, ha il merito di aver diffuso La versione di Barney in Italia. Per questo saggio/elogio/omaggio ha visitato i luoghi di Richler, parlato con la gente di Richler, scavato nel mondo di Richler.

Il risultato sono 200 pagine godibilissime che, tra un aneddoto e l’altro, coi Macallan di Richler a battere il tempo, scorrono incessanti fino al capitolo finale, scritto dal figlio Noah Richler.
Nel mezzo l’hockey, l’alcool, la politica, il Canada, gli ebrei, l’amore, i libri, i figli, l’insofferenza.

Due note, una positiva e una negativa.
La prima è la bella (e breve) parentesi dedicata al traduttore italiano de La versione di Barney, molto interessante per chi l’ha letto sia tradotto che in lingua originale.
La seconda è che per tutto il libro il sottofondo è: “Quanto siamo stati bravi noi deIl foglio diretto da Giuliano Ferrara a credere in Richler, oh ma quanto siamo stati bravi!”
Ok, è vero, applausi: ma dopo un po’ basta, l’autocelebrazione stanca. Chiusa parentesi.

(Ah, belle anche le 24 foto di Richler, in carta lucida)
Purtroppo c’è solo in cartaceo e non in e-book. Come direbbe il buon Barney: shit shit shit.
È comunque un libro imperdibile per i Barneyani e i Richleriani.

Matteo Pezzi