Sono in Belgio ormai da quattro giorni. Avevo in programma di tenere un piccolo diario di viaggio, ma come tutti i miei progetti è in gran parte naufragato: scrivo questo post col numero 1, anche se non sono certo ne seguiranno altri.
 
Appunti presi in volo
Il Boeing 737 serie 800 che mi porterà a Bruxelles Charleroi è stagliato contro il sole, incastonato in una tartaruga di nuvole. La punta dell’ala sembra uno scivolo, e sono pronto a filmare col telefonino tutto il decollo così lo posso far vedere ai miei che non hanno mai preso l’areo e sono rimasti delusi dall’aeroporto di Bologna che non permette,a gli accompagnatori, di assistere alle partenze.
Ryanair vuol dire qualità
Le Valli di Comacchio, il Po, le Alpi: passate veloci come un’ape sui fiori. La Svizzera è un tappeto candido, la Germania è grigia chiazzata di ghiaccio. Non vedo l’ora di arrivare!

Sono stato un idiota a mettermi sul lato est dell’aereo: mi sono perso tutto il tramonto.
L’aereo vira, poi si appoggia su un cuscino d’aria. Sotto, lande striate di marmo: il futuro, forse, è a due ore di volo low cost.
Sotto a me batuffoli di nuvole, di fianco un ciccione arabo che rumina: meglio guardare giù. Sento la gente che parla in francese, e non capisco una beatissima mazza.
Oui; C’est clair; Mon cheri: ecco i tre vocaboli che compongono tutto il mio dizionario d’oltralpe.
Forte di un lessico così esteso, parto alla conquista del Belgio.
Ne ho imparato un altro appena l’aereo ha virato per atterrare, fendendo le nuvole: mèrd!
A insegnarmi un vocabolo sì ricercato è stato il mio corpulento compagno di viaggio, spaventato dall’atterraggio Ryanair, preciso come un cross di Abate. Per 86 euro di volo (andata e ritorno, compreso il bagaglio), meglio non fare troppe pive.

Ora qualche pensiero a caso, abbinato a tratti alle foto che sto facendo.

– Tibo e la Meri sono due pionieri e sono stati molto coraggiosi a trasferirsi qui;
Tibo e la Meri al mio arrivo in aeroporto.
– L’atmosfera generale, almeno a Bruxelles, è molto più serena che a Ravenna e Bologna, le città che di solito frequento;
– Nonostante questo, qualcosa di buono possiamo ancora esportarlo. (Avete mai sentito parlare di cibo belga? No? Beh, ci sarà un motivo);

– A Bruxelles i mezzi pubblici funzionano benissimo e la gente li usa; però le strade sono sempre piene di macchina ed è impossibile parcheggiare: da qui il sospetto che qui la gente compri l’automobile per sfoggiarla ai margini della carreggiata;

In tram.
– A Bruxelles tutti i locali, almeno in centro, sono molto bohemien;
L’interno del Parroquet.
– A Bruxelles, come uscieri negli alberghi di lusso, preferiscono i nani karateki;

– A Bruxelles i parchi pubblici sono grandi pressapoco come la Pianura padana. Se esistesse un Bossi belga, gli basterebbe portare il cane a fare la cacca per gasarsi, inventare popoli e terre mai esistite e invocare la secessione;

 

– A sud/est di Bruxelles c’è una foresta immensa e bellissima; ieri ci ho visto anche uno scoiattolo: non sono riuscito a fotografarlo perché era troppo lontano.

– Al Carrefour di Bruxelles (e suppongo anche negli altri supermercati) c’è un marchingegno fighissimo per tagliare e imbustare il pane. Funziona così: tu prendi la tua pagnotta dagli scaffali, su ogni scaffale è indicato un numero di sacchetto (1;2;3;4), prendi il sacchetto, ti metti in fila di fronte alla macchina magica e quando è il tuo turno infili la pagnotta e lei te la rende tagliata a fette (sottili, così puoi mangiarne tante senza ingrassare). C’è anche lo scivolo per infilarla nell’apposito sacchetto.
Tra il compatimento dell’intero supermercato, ho fotografato la Meri che tagliava e imbustava il pane.

– Bruxelles è piena di scale a chiocciola;

– A Bruxelles il traffico è ordinato, la gente ti fa passare sulle strisce pedonali e se li ringrazi ti guardano come un marziano. Proprio come in Italia.

 – A Bruxelles la gente, in generale, è oltre la macchina e sfoggia vari mezzi di trasporto;

– Bruxelles di notte, nonostante le impalcature sulla facciata del municipio, è bellissima;

– Infine, in ordine rigorosamente sparso: il caffé a Bruxelles non si affronta, la gente è gentile, i turisti si strafogano di Waffle, il simbolo nazionale è un bambino che fa pipì (wow), vendono il té come un panetto di marijuana, la connessione internet è velocissima.
Matteo Pezzi