Circa un anno fa mia zia mi ha regalato una vecchia reflex Praktica a pellicola. Non avendo ne il tempo, ne i soldi, ne la passione per praticare la fotografia analogica, il corpo macchina (comunque storicamente noto per le sue frequenti rotture) non mi interessava.

Mi incuriosiva invece l’obiettivo, un luminoso 50mm f/1.8 (facilmente reperibile in internet a prezzi ridicoli).

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Con una rapida ricerca su E-bay ho trovato un adattatore che mi permettesse di montarlo sulla mia Canon EOS 450d (comunque ce ne sono per tutte le marche), e dopo una ventina di giorni è arrivato.

COME SI PRESENTA

Ci sono due tipi di anelli adattatori; uno con il chip di conferma della messa a fuoco, l’altro senza: data la spesa trascurabile, ho deciso di prendere il primo.

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L’obiettivo è costruito in plastica, molto compatto e leggero, a occhio anche più del Canon EF 50mm f/1.8 II, altro cinquantino luminoso da me posseduto e che utilizzerò come pietra di paragone.
Il tappo è di plastica, senza incastro: bisogna prestare attenzione perchè cade facilmente.

Non è una lente adatta agli amanti degli automatismi: sia la selezione dei diaframmi sia la messa a fuoco sono esclusivamente manuali.

Per la prima troviamo una ghiera attaccata all’innesto del corpo macchina: permette di regolare l’apertura in un range compreso tra f/16 e f/1.8. Il diaframma ha 6 lamelle, una più del Canon.
Vedrete che utilizzerete, per il 99% del tempo, l’obiettivo a tutta apertura, dove le sue caratteristiche migliori vengono esaltate.

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La ghiera della messa a fuoco invece è all’altro capo dell’obiettivo: la zigrinatura garantisce un ottimo grip, la corsa è chilometrica. Da un certo punto di vista è un vantaggio perchè permette di effettuare regolazioni anche minime (fondamentali vista la ridottissima profondità di campo garantita dall’ampia apertura f/1,8), da un altro diventa uno svantaggio perchè la rapidità di messa a fuoco va a farsi benedire.
La ghiera non è molto scorrevole, offre una certa resistenza, e anche qui valgono le stesse considerazioni appena espresse: bene per la precisione, male per la velocità.

ADATTATORE: GIOIE E DOLORI

L’anello da me comprato è costruito in metallo, e la fattura pare abbastanza grezza: viene dalla Cina, e per 11 Euro non potevo certo pretendere finiture da oreficeria.

Il montaggio è immediato, ma una volta innestata la lente nel corpo macchina questa presenta un leggero gioco: nulla di trascendentale, intendiamoci, ma se si focheggia troppo bruscamente si rischia di smontare l’obiettivo. Meglio prendere le cose con calma, è una lente che permette anche a noi giovani di fare un salto indietro nel tempo.

Un altro punto degno di nota è questo: per motivi a me ignoti, sul display e nel mirino della fotocamera si legge sempre 1.4 nella sezione dedicata ai diaframmi, qualunque sia l’apertura impostata.
Non so se sia il mio adattatore ad essere difettoso o se sia un problema che altri hanno: ad ogni modo la parola “problema” è esagerata perchè in realtà il dato che considera il processore nel calcolare l’esposizione (ad onor del vero non sempre precisissima) è quello reale (che va, lo ricordo, da f/16 a f/1.8: a f/1.4 non ci arriva).
A qualcuno potrebbe dar fastidio anche il fatto che anche nei dati exif risulta che ogni foto sia stata scattata a f/1.4.
Comunque, all’atto pratico, cambia poco: si può tranquillamente scattare in manuale o in priorità di diaframmi come si farebbe con un obiettivo normale, con l’unica differenza che l’apertura va selezionata direttamente sull’obiettivo e non in macchina.

L’insieme è molto compatto, e la lente ricorda vagamente i pancake tanto di moda sulle mirrorless di adesso.

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Infine un’altra scomodità (poi si comincia con le – tante – qualità, promesso): dato il diverso tiraggio dell’innesto Praktica da quello Canon, non è possibile, almeno a tutta apertura, focheggiare all’infinito.
Per molti questo potrà sembrare un difetto insormontabile, ma se pazientate ancora poche righe vedrete che questa lente colma le sue lacune con altre apprezzabilissime caratteristiche.
Ovviamente chiudendo il diaframma progressivamente aumenta anche la profondità di campo, fino a raggiungere l’infinito, ma non è questo l’ambito di utilizzo in cui il curioso obiettivo dà il meglio di sè.

SUL CAMPO

Impostiamo dunque il diaframma a f/1.8, e scattiamo: sorpresa!
L’obiettivo ha un bokeh (lo sfuocato) favoloso, pittorico: sembra un acquerello.
Posto qui  qualche esempio, in fondo all’articolo inserirò una galleria più completa.

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Come vedete, il fuori-fuoco è davvero caratteristico, impagabile (no, non è vero: costa solo 11 euro!). Il pur apprezzabile bokeh del Canon non è neppure confrontabile.

Personalmente a me piace molto anche fare foto leggermente sfuocate, in modo che sembrino dipinti, come queste:

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Come si può vedere da questi tre scatti, infine, la resa generale a f/1.8 è davvero soddisfacente:

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Man mano che si chiude il diaframma ci si allontana sempre più dal suo campo di utilizzo ideale: la nitidezza anche a f/11 non è certo memorabile, e qui il Canon la fa da padrone, senza considerare il problema della messa a fuoco all’infinito.

Per quanto riguarda la resa cromatica, rispetto al Canon pare gradire di più le tonalità calde.

PERCHE’ SI’, PERCHE’ NO

Pro
– prezzo risibile: 11 euro l’adattatore, e l’obiettivo si trova su e-bay a circa
20 euro
– f/1.8: in condizioni di scarsa luminosità fa assai comodo, oltre a garantire
un…
– ….bokeh fantastico: il diaframma a 6 lamelle stacca nettamente quello del
Canon, che ne ha 5
– resa cromatica
– dimensioni compattissime, leggerezza
– precisione messa a fuoco (ghiera a corsa lunga, scorrevolezza limitata)

Contro
– montaggio non preciso (ma forse è un difetto del mio adattatore)
– messa a fuoco e selezione dei diaframmi manuali (non per forza è un
difetto)
– tappo posticcio
– non mette a fuoco all’infinito, almeno a tutta apertura
– sulla fotocamera (e nei dati exif) alla voce diaframma risulta sempre f/1.4
– resa non eccellente a diaframmi più chiusi (che però non sono, ripeto, il suo
ambito di utilizzo)
– esposizione talvolta imprecisa

CONCLUSIONI

A mio parere, soprattutto visto il prezzo bassissimo, è un obiettivo da avere nel proprio corredo. Probabilmente (ma non è detto), date le sue particolari caratteristiche, verrà utilizzato come lente di supporto.

Per i giovani come me, permette quasi di unire due epoche.

Per chi ha magari solo il classico 18-55 kit, è un’occasione per esplorare l’affascinante mondo degli obiettivi fissi ad una spesa davvero minima (ancora meno che i circa 100 euro richiesti per il classico Canon 50mm 1.8).

Per chi è già più scafato, beh, è un ottimo acquisto lo stesso.
Io l’ho comprato quando già possedevo il cinquantino Canon e, nonostante le caratteristiche teoricamente uguali, li uso con soddisfazione ambedue, in contesti differenti.
Il Canon è più indicato per paesaggi, scene lontane o contesti in cui serva una messa a fuoco rapida.
Il Praktica invece dà il meglio di sè nei ritratti e in tutte le situazioni in cui si voglia far risaltare lo sfuocato, oltreché quando si voglia, come spiegato prima, ottenere dei risultati simil-acquerello.

Qui trovi tutte le mie foto scattate col Pentacon.

GALLERIA

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Matteo Pezzi